L'opposizione è compatta

Pd: in Direzione (4 luglio) resa dei conti fra Renzi e minoranza dem (flop elettorale, Italicum e non solo…)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Renzi alla direzione Pd

Renzi alla direzione Pd

L’Italicum sarà uno dei temi caldi della Direzione nazionale inizialmente convocata venerdì scorso per fare il punto sulle amministrative e rinviata a causa del voto britannico sulla Brexit. Si terrà lunedì 4 luglio, nel pomeriggio al Nazareno, e all’interno del Pd si respira un clima da resa dei conti. L’opposizione interna, Bersani, Cuperlo, Speranza & Co. è compatta. Chiede un dibattito serio su Italicum, alleanze, linea politica del partito e del governo. L’obiettivo è convincere Renzi a un cambio di rotta, riportando il Pd nel campo del centrosinistra e dandogli una vocazione più sociale e meno «borghese», modificando la strategia del governo.

ITALICUM – Il tutto in previsione di ciò che accadrà a ottobre: il 5 la Consulta dovrebbe pronunciarsi sull’Italicum; il governo dovrà varare la legge di stabilità; in piena sessione di bilancio dovrebbe tenersi il referendum sul Ddl Boschi a meno che non si decida di posticiparlo, ipotesi esclusa però da Renzi. Mentre il Presidente Sergio Mattarella dal Quirinale osserva, sembra propenso a non intervenire, ma dovrà pur prendere qualche decisione in caso di vittoria dei no.

SONDAGGIO – Alla direzione di lunedì il Pd arriva in fibrillazione, anche perché un sondaggio Demos per la Repubblica certifica il sorpasso del MoVimento 5 Stelle: è la terza rilevazione sfavorevole ai Dem dal 19 giugno a oggi. Con queste percentuali l’Italicum favorirebbe i grillini. Il fronte anti-Renzi prosegue nella sua offensiva, con l’ultimo duro affondo di Enrico Letta. E anche i movimento nella maggioranza Dem attorno ai franceschiniani sono rivelatori di una preoccupazione latente per il referendum. Renzi farà presente quanto pesano le divisioni interne al partito, le continue prese di distanza dai provvedimenti del governo. E soprattutto potrebbe annunciare l’inizio concreto della campagna referendaria.

RENZI – Il premier ovviamente è deciso a promuovere con ogni mezzo la vittoria dei sì, facendo concessioni per garantirsi alleanze. Dagli ultimi sondaggi arrivati a Palazzo Chigi circa il 60% degli italiani non è informato sulla riforma costituzionale. Per questo Renzi si prepara a girare l’Italia con incontri mirati con la categorie professionali e le associazioni. Quanto all’Italicum, il no dei grillini a ogni modifica viene letto come un assist per Renzi, che afferma: «Così è evidente che non c’è una maggioranza in Parlamento per cambiare la legge elettorale. Se avessero detto di essere disponibili, sarebbe stato un bel problema…».

PARTITO – Resta il problema della riorganizzazione del PD. Entro la fine di luglio quando ci sarà anche l’Assemblea nazionale, potrebbe essere nominata una nuova segreteria. Per la minoranza dem il sondaggio sul sorpasso 5 Stelle è l’occasione per rinnovare le critiche a Renzi e all’azione di governo.

DEM – L’opposizione interna continua a spingere per un cambio di rotta nell’agenda di governo. «Per ripartire, bisogna puntare sulla questione sociale, recuperare i voti delle periferie e di chi non percepisce alcuna ripresa, riagganciare quei pezzi di elettorato, nel mondo della scuola e in quello del lavoro, con cui si è creata un frattura profonda», dice Speranza.

MAGGIORANZA – Anche da pezzi della maggioranza Pd arrivano sollecitazioni simili. «Non si può certo dire che come Pd e come governo non abbiamo fatto nulla, a partire dalla Legge contro la Povertà, la prima mai fatta. Ma non è abbastanza. Come “Sinistra è Cambiamento” abbiamo posto per primi il tema di una nuova Agenda Sociale per l’Italia», dice Matteo Mauri, area Martina. Stesso imput dai Giovani Turchi, che si sono riuniti l’altra sera, mentre continuano le voci su una possibile candidatura al congresso del leader della componente, Andrea Orlando. Mentre si attende ancora l’ufficializzazione di quella di Roberto Speranza per i bersaniani. «Non sono per niente convinti di candidarlo…», dicono nella maggioranza renziana secondo cui sarebbero in corso casting per trovare un candidato più forte. Tra i nomi che circolano, si riferisce, ci sarebbe quello della ex-vicesindaco di Giuliano Pisapia, Francesca Balzani.

Si preannuncia dunque una discussione animata, con posizioni varie, che il rottamatore vorrebbe riuscire a ricondurre a suo piacimento. Ma questa volta non sarà così facile, anzi sarà Renzi che dovrà cedere su alcuni fronti per evitare la spaccatura o, peggio, la progressiva dissoluzione del partito.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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