Critiche della minoranza, resa dei conti rimandata a ottobre

Direzione Pd: Renzi, se vince il no al referendum me ne vado io ma se ne va anche il Parlamento

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

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ROMA – Il referendum è cruciale «non per i destini di qualcuno ma per il futuro della credibilità della classe politica italiana», dice Matteo Renzi in direzione Pd. «C’è fuori un mondo che chiede al Pd se ha le idee chiare, quella che si apre è una stagione difficile e affascinante nella quale scommetto sul fatto che il Pd possa essere protagonista e non comparsa», aggiunge il premier. «C’è qualcuno tra voi – ha incalzato Renzi – che pensa sinceramente che, dopo che la legislatura è nata e ha fatto ciò che ha fatto, in caso di ‘no’ al referendum, il presidente del Consiglio, e io penso anche il Parlamento, non ne possa prendere atto?«.

Renzi poi replica alle critiche sulle banche e contrattacca: «In questi anni, molte polemiche di commentatori nascono sul tema delle banche. Trovo ingiustificate le polemiche fatte anche da alcuni di noi, riprendendo un tema dei Cinquestelle. Noi – afferma alla riunione della Direzione Pd – non abbiamo salvato i bancari o i banchieri: noi abbiamo salvato i correntisti. E se le misure sulle Popolari fossero state prese dal governo di centrosinistra nel 1998, con ministro del Tesoro Ciampi e direttore generale del Tesoro Draghi, oggi molte cose non sarebbero successe» a cominciare dalle popolari venete. «E se la politica si fosse tenuta fuori dalle banche prima, non avremmo visto quello che è successo a Siena con Montepaschi».

Il premier ribatte a chi lo critica: «Se volete che io lasci, convocate un congresso e, se possibile, vincetelo». E sulle polemiche legate al doppio incarico: «Se volete chi si scinda il ruolo di premier e di segretario, proponete una modifica regolamentare. In ogni caso, io sarò al fianco del vincitore: ma prima di tutto mettiamoci d’accordo sul dove vogliamo andare». E infine assicura che le correnti non torneranno a guidare il partito: «Si pone un tema di organizzazione del partito – ha sottolineato -. Alla nostra straordinaria militanza dobbiamo un modello organizzativo che non ricalchi gli errori del passato. Finché lo guido io, le correnti non torneranno a guidare il partito.»

«Fallo come preferisci, ma impegnati se no vai contro un muro». Pier Luigi Bersani. prima della riunione della direzione del partito, invita il Pd e il suo leader Matteo Renzi a introdurre diverse novità nella sua organizzazione e nel suo atteggiamento per superare una crisi che viene da lontano e che si incarna ora in un forte astensionismo e in un clima di antipolitica. E aggiunge «La separazione fra gli incarichi di segretario e premier non è un dibattito lunare . Non è la soluzione a tutti i problemi, è la premessa. E lui era anche d’accordo quando si candido’ contro di me. Gli si può quindi far notare che non è così lunare?»

Cuperlo a Renzi,così condurrai la sinistra alla sconfitta – «E’ suonato l’allarme, l’ultimo. Oggi tu sei visto come un avversario da una parte della destra, ed è bene così, ma anche da una parte della sinistra e questo è un dramma per chi è sotto il simbolo del Pd. Senza una svolta, tu condurrai la sinistra italiana ad una sconfitta storica». Lo afferma Gianni Cuperlo, leader di Sinistradem, intervenendo alla direzione del Pd, definendo miope la relazione di Renzi e sottolineando: «Esci dal talent di un’ Italia patinata e fatta di opportunità e scopri la modestia».

Dunque una Direzione Pd ad alta tensione che lascia le posizioni immutate. Nessuna concessione in vista, nessun mutamento nelle posizioni della minoranza. La resa dei conti è rimandata a ottobre.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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