Preoccupazione per gli stress test di fine luglio

Monte dei Paschi di Siena: vale meno di 1 miliardo. Titolo a meno 70% in un anno

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia

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Mps cala la perdita ma pesano i Monti bondSIENA  – Ora c’è l’incognita, il pericolo stress test. Le indicazioni arrivate dalla Bce che chiede a Banca Mps di far scendere le sofferenze lorde a 32,4 miliardi entro il 2018 dai 46,9 mld del 2015, e le sofferenze nette a 14,6 mld da 24,2 mld, non sono la
preoccupazione principale di Siena. Da tempo Rocca Salimbeni ha avviato un percorso, magari da realizzare con una partnership,
per sgravarsi di una grossa fetta di crediti deteriorati, forse uno dei principali ”colpevoli” della situazione dell”istituto
senese incapace di riprendere una navigazione tranquilla dopo la vecchia gestione di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni e le note
vicende giudiziarie. L”attesa, ciò che forse preoccupa davvero, è per il risultato degli stress test (previsto per fine luglio)
dell”autorità europea di vigilanza, e il rischio di bocciatura e l’eventuale conseguenza di un aumento di capitale.

Un luglio che quindi rischia di essere difficile per il Monte, come lo sono stati gli ultimi anni dall”acquisto di Antonveneta. In 365 giorni il titolo ha perso circa il 70% e oggi, dopo la lettera della Bce, ha toccato nuovamente i minimi storici, a 0,32 euro. La banca oggi vale meno di 1 miliardo. Il mercato, che sembrava aver preso positivamente i risultati presentati dall”ad Fabrizio Viola, con un bilancio non più in rosso, tra il brexit e le nuove turbolenze del settore, sembra non riuscire a vedere una luce in fondo al baratro per il Monte.
Anche il pagamento per cassa degli interessi sui Monti bond (circa 46 mln) alla fine qualcuno lo ha preso come un segnale
negativo: un’ulteriore diminuzione della liquidità per Mps.

Da qui l’interesse senese per i nuovi rapporti tra il governo italiano e l’Unione europea, con la possibile iniezione di denaro fresco nelle casse delle banche. Quel denaro che il presidente del Consiglio Matteo Renzi, anche ieri ha ribadito di augurarsi possa arrivare da un”operazione di mercato su Mps che l’Eba potrebbe bocciare in caso di scenario avverso. Viola e il presidente Massimo Tognoni perseguono, ancora senza successo, la ricerca di un”alleanza che la stessa Bce, già due anni fa, aveva indicato come l”unica strada che potrebbe dare sicurezza al Monte. Per ora nessuno si sarebbe fatto avanti e anche questo la dice lunga sulle difficoltà di una banca (pochi giorni fa ha chiesto 10 mld Tltro) che Viola e Tognoni, continuano ad assicurare è “sicura” e pronta a fare la sua parte nel settore
anche riaprendosi alle imprese per accompagnare la loro crescita. Se dall”Eba arrivasse l”indicazione per una nuova
ricapitalizzazione, con l”attuale situazione dei mercati e le incertezze dell”Europa, i problemi potrebbero aumentare ancora e
per la banca più antica.

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Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

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