La Procura di Roma apre un'inchiesta

Dacca: oggi 5 luglio il rientro in Italia delle salme dei nostri connazionali

di Paolo Padoin - - Cronaca

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ROMA – Il rientro delle salme dei nove italiani rimasti uccisi nell’attacco terroristico al ristorante Holey Artisanal Bakery di Dacca, in Bangladesh, avverrà con ogni probabilità nella serata di oggi, 5 luglio. Gli inquirenti della Procura di Roma, intanto, stanno valutando in queste ore di avviare una rogatoria internazionale alle autorità del Bangladesh per avere copia degli atti dell’inchiesta sull’attacco jihadista in cui sono stati uccisi nove italiani. Le autorità del Bangladesh hanno annunciato di avere fermato tre persone. Due non sono in buone condizioni fisiche: uno è in ospedale, l’altro già in carcere. Il terzo sospetto risponde al nome di Hasnat Karim, che sette anni fa risulta aver lavorato per la North South University (NSU), la stessa in cui avevano studiato alcuni membri del commando.Una telecamera di sorveglianza ha ripreso il professore universitario, che era nel locale per festeggiare il compleanno di uno dei figli, mentre fumava in terrazza con alcuni dei jihadisti. Ieri la polizia era stata a casa di Hasnat e aveva sequestrato il suo laptop. L’uomo, con la moglie Sharmin Parvin e i figli Safar e Raiyan, aveva fornito agli agenti la sua testimonianza già sabato, ma poi è stato deciso di trattenerlo per ulteriori approfondimenti. Secondo le prime ricostruzioni, fornite dall’ispettore generale di polizia Shahidul Haque, “gli attentatori hanno ucciso gli ostaggi nel corso dei 20 minuti dell’attacco. Molti media sostengono che abbiamo ritardato il nostro intervento, ma non è cosi. Abbiamo terminato l’operazione in 12 ore quando Paesi come il Kenya ci hanno messo quattro giorni per risolvere un simile incidente in uno dei loro centri commerciali”, ha dichiarato.

Di certo c’è, secondo l’ambasciatore italiano a Dacca Mario Palma, che i nostri connazionali non erano l’obiettivo principale del commando. “Il target erano gli stranieri e quello era un locale dove ogni sera transitava gente che ci andava anche senza prenotare”, ha detto il diplomatico, spiegando che lui stesso ha frequentato il locale “per un periodo”.In ogni caso, la Farnesina ha chiesto “massima prudenza” a tutti gli italiani che si trovano in Bangladesh o hanno in mente di andarci. “In considerazione della presenza nel Paese di formazioni di ispirazione jihadista, non si può escludere il rischio di possibili ulteriori atti ostili” ha avvertito il ministero degli Esteri.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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