Il titolo scende ancora

Monte paschi: inizialmente sospeso in borsa, il Governo pensa a un ulteriore intervento col lancio di nuovi bond

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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La sede del Monte dei Paschi in piazza Salimbeni a Siena

La sede del Monte dei Paschi

ROMA – I guai della Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), sempre più bisognosa di un aiuto dello Stato, tornano a far tremare le banche italiane e con esse l’intera Piazza Affari. Il titolo ormai vale meno di un miliardo di euro. Impressionano il mercato le cifre della Banca: 46,9 miliardi di sofferenze lorde attuali (24,2 miliardi di sofferenze nette) che secondo la Bce debbono scendere a 32,6 (14,6 netti) nel 2018, a fronte di una capitalizzazione scesa, come si è detto, sotto il miliardo (981,7 milioni per la precisione). Dopo il lunedì nero in cui ha perso il 13,99% del suo valore, anche oggi Mps non riesce a fare prezzo. Titolo sospeso in apertura a fronte di un calo teorico di circa 10 punti. In sofferenza anche Carige, Ubi, Banco Popolare, Bpm e Bper. Ma è un intero comparto soffrire con Intesa Sanpaolo e UniCredit in rosso.

BCE – Il 29 luglio verranno pubblicati gli stress test della Banca centrale europea sui 51 principali istituti del Continente. Mps non è l’unica banca a tremare. Test simili della Federal Reserve hanno bocciato sia Deutsche Bank che la spagnola Santander. Ma le dimensioni contano, ed essere la banca più debole di un sistema già sotto l’attacco della speculazione rende le sue condizioni particolarmente fragili. I contatti fra Tesoro, Palazzo Chigi e Commissione Ue sono costanti, e servono a trovare la soluzione utile a scongiurare il rischio di un effetto domino.

EUROPA – Per rimanere nelle regole, una strada cisarebbe, ma deve essere accettata dagli altri partners europei. La contempla l’articolo 32, quarto comma, punto tre della direttiva sulle risoluzioni bancarie. Quella norma dice chiaramente che nell’ipotesi di un’imminente bocciatura allo stress test, lo Stato può intervenire in via preventiva con un aumento di capitale, purché «cautelativo», «temporaneo» e «proporzionato per rimediare alle conseguenze della grave perturbazione» che si sta per abbattere sulla banca. L’intervento che potrebbe essere adottato dal Governo, attraverso il Tesoro, sarebbe il seguente. Prevede il lancio di nuove obbligazioni convertibili (Padoan bond) non dissimili da quelle emesse nel 2012 dal governo Monti; ad esse si dovrebbe accompagnare un intervento di sostegno del Fondo Atlante per un ammontare non inferiore ai tre miliardi di euro. «Atlante due» si occuperà nel frattempo di comprare parte delle sofferenze di Mps.

RENZI – Renzi ha affermato alla Direzione del Pd: Sono lo stesso che ha sempre detto di non voler mettere bocca nelle nomine a Siena. Ma il risparmio degli italiani lo salvo». Resta il fatto che il Governo, da quando è entrato in carica, si è preoccupato soprattutto di salvare le banche e di favorire la grande industria, lasciando in malora lavoratori, pensionati e dipendenti pubblici. Adesso si prepara, per la seconda volta, a lanciare il salvagente (la prima furono i Monti Bond) alla banca tradizionalmente feudo del Pci prima e del Pd poi. Dopo aver salvato Banca Etruria e altre tre banche, che hanno portato alla rovina migliaia di piccoli risparmiatori. Per essere un governo che si dice di sinistra non c’è male, ed è quello che rimporvera a Renzi la minoranza Dem.

JUNCKER – DRAGHI  – L’ultima parola spetta però all’Ue e alla Bce, a Jean-Claude Juncker e a Mario Draghi. Molto dipenderà ovviamente dall’atteggiamento di Berlino e da quanto Merkel e Schäueble temano un nuovo terremoto in tutto e per tutto simile a quello che nel 2008 partì dagli Stati Uniti e spazzò via decine di banche.

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Camillo Cipriani

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