Giovedì 21, venerdì 22 e sabato 23 luglio

Arezzo: torna il Passioni Festival. C’è anche Marco Tadelli con l’urlo del Mundial 1982

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Marco Tardelli

Marco Tardelli al tempo del Mondiale 1982

FIRENZE – Torna per tre giorni, da giovedì 21 a sabato 23 luglio, il Passioni Festival ad Arezzo. Cultura, spettacolo, musica e sport, grandi interpreti e ambientazioni suggestive. La kermesse, ideata da Marco Meacci, si muove sul terreno consueto di eventi mirati, in grado di stimolare le passioni di una terra, quella di Arezzo, fertile di grandi slanci.

Sei gli appuntamenti. Il primo l’ex-centrocampista campione mundial Marco Tardelli, che presenta il libro «O tutto o niente» scritto con la figlia Sara. Insieme a lui, la conduttrice tv Myrta Merlino, che torna al Passioni da moderatrice dopo essere stata ospite ad aprile, e un grande amico del festival, il giornalista aretino del Fatto quotidiano Andrea Scanzi, che – rimanendo in tema calcistico – sta per iniziare la conduzione del programma Futbol su La7.

La seconda giornata vedrà protagonista ancora Andrea Scanzi, che si esibirà nel concerto-spettacolo «Fuochi sulla collina» con Filippo Graziani, tributo ad Ivan Graziani. Due ore di musica e parole per ripercorrere la vita e la poetica di un artista contro, autore di canzoni memorabili come «Firenze (canzone triste)», «Lugano addio», «Agnese», «Maledette malelingue».

Il resto del programma è in via di definizione.

Alcuni degli eventi si terranno in un luogo ormai tradizionale per il Passioni Festival, gli spazi all’aperto del Cinema Eden in via Guadagnoli 2. Un angolo di grande fascino, a cui gli aretini sono particolarmente legati. Inoltre la sconsacrata cappella della Madonna del Duomo Vecchio di via Oberdan 61, luogo dall’atmosfera magica nel cuore del centro storico aretino. L’ex chiesa conserva anche un frammento di un affresco, che dà il nome all’edificio, raffigurante una madonna e che proviene dal Duomo Vecchio di Arezzo, posizionato sul colle del Pionta e distrutto da Cosimo dei Medici nel 1561.

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