L'Istat evidenzia segnali negativi

Economia: rallenta la crescita, diminuiscono i consumi e la fiducia di imprese e famiglie

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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crescita

ROMA – L’Istat, normalmente prodiga di buone notizie a favore del Governo Renzi, stavolta segnala un rallentamento dell’economia e una pausa preoccupante nelle crescita, pur minima, che l’Italia aveva recentemente acquisito. Se da una parte l’occupazione aumenta, su consumi e fiducia di consumatori e imprese giungono «segnali meno favorevoli».

Dice il nostro istituto di statistica:«Prosegue la fase di crescita moderata dell’economia italiana sostenuta dal miglioramento dei ritmi produttivi dell’attività manifatturiera e dai primi segnali di ripresa delle costruzioni, in presenza di un recupero della redditività delle imprese e di un aumento dell’occupazione», si legge nella nota mensile. Tuttavia, aggiunge l’istituto di statistica, «segnali meno favorevoli provengono dai consumi, dal clima di fiducia delle famiglie e dalle imprese dei servizi. In questo quadro, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un’ulteriore discesa, prospettando un rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine». «In assenza di una quantificazione dei possibili effetti economici dell’esito del referendum del Regno Unito, – spiega l’Istat – l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha evidenziato un’ulteriore decelerazione, proseguendo la tendenza in atto da inizio anno».

Nel primo trimestre 2016, il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici ha ripreso ad aumentare (+0,8% rispetto al mese precedente) mentre la spesa per consumi finali è risultata stazionaria dopo tre trimestri consecutivi di aumento. La propensione al risparmio è, quindi, tornata ad aumentare, portandosi all’8,8% del reddito lordo disponibile. In presenza di una riduzione del deflatore implicito dei consumi (-0,3%), il potere d’acquisto delle famiglie è aumentato dell’1,1%. Secondo i dati delle forze di lavoro, a maggio, è proseguito per il terzo mese consecutivo il miglioramento dell’occupazione (+0,1 rispetto ad aprile, 21 mila individui in più), ma ad un ritmo più contenuto rispetto al mese di aprile (+0,3% rispetto a marzo). L’aumento degli occupati ha riguardato esclusivamente la componente femminile (24 mila unità in più, +0,3%), a fronte di una sostanziale stabilità degli occupati maschi. Il tasso di disoccupazione ha ripreso a scendere (11,5%, un decimo in meno rispetto al valore di aprile).

 

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Camillo Cipriani

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