Ai colleghi riuniti al teatro della Pergola

Firenze, assemblea Confindustria, Messeri: Occorre innovare, la rendita di posizione è finita. 5mila posti di lavoro dalle infrastrutture

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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Massimo Messeri, presidente di Confindustria Firenze

Massimo Messeri, presidente di Confindustria Firenze

FIRENZE – La fustata è secca e va al di là delle affermazioni fatte fra le righe. Massimo Messeri, presidente di Confindustria Firenze ha esortato i colleghi a dare un taglio alla tecnica del vivacchiare. Per crescere non serve piangere davanti ao governanti e amministratori, bisogna inventare e produrre. Aprendo l’assemblea annuale, al teatro della Pergola, Messeri ha detto: “Cosa serve oggi alle imprese – grandi e piccole – ai territori e agli stakeholder che ne determinano lo sviluppo per generare crescita? Essere più competitivi ed efficienti.
Questa è cultura della crescita. E’ ciò che ogni giorno – come singoli e tutti insieme, in una sorta di moto perpetuo – possiamo fare di
meglio e di più. indipendentemente dalle dinamiche del mercato”.

E ancora: “L’uso continuo delle leve della crescita garantisce la competitività, che è il motore dello sviluppo. La competitività è la condizione necessaria per partecipare alle sfide con successo e riguarda indifferentemente le imprese e il territorio. Servono leve ‘organiche’ che garantiscono la competitività. Al primo posto si colloca l’innovazione/creatività, eccellenza dei prodotti e dei servizi,
produttività, internazionalizzazione, welfare, formazione continua e altre che possono rendere visibile e apprezzata la nostra eccellenza
agli occhi del mercato”.

Quindi  la sfida che il presidente degli industriali lancia: “Ci sono questioni che nei mercati non possiamo controllare e gestire (costo energetici, andamento valute, etc..). Meglio focalizzarsi su ciò che possiamo controllare: la nostra efficienza e la nostra competitività, senza farci distrarre dalle volatilità del contesto – ha osservato Messeri – Per questo serve un differenziale che deve sempre essere alimentato; la cultura della crescita deve essere un dna che ci stimola ogni giorno a creare più valore. Il mercato globale non consente più alcuna rendita di posizione: o sirinnova continuamente la nostra competitività o altri lo faranno meglio di noi”.

Quindi l’accusa a governanti e amministratori:  “Se le nostre infrastrutture fossero ai livelli in cui ormai dovrebbero essere, porterebbero
un +1% strutturale di Pil e 5.300 nuovi posti di lavoro”. E giù l’elenco: Alta velocità ferroviaria, nuova pista dell”aeroporto, terza corsia dell”A11, tramvie e restyling del Polo fieristico-congressuale.  Tutto questo per Messeri produrrebbe un effetto positivo pari a 270 milioni di euro all”anno. Già ora, ha ricordato il presidente degli industriali fiorentini, “siamo la sesta economia italiana”, con “una
crescita dell”export tripla rispetto alla media nazionale”, e un peso dell”industria sull”economia fiorentina pari al 20,9%.
Tuttavia, ha rilevato Messeri, “abbiamo una frammentazione industriale molto elevata per competere sui mercati internazionali: il 99,4% delle imprese fiorentine hanno meno di 50 dipendenti; le medie sono soltanto lo 0,5%; le grandi lo 0,1%. Salvo casi specifici, la dimensione delle nostre aziende è un freno per la crescita”.

 

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