Ma Viola promette una soluzione a tempi brevi

Monte dei Paschi di Siena: ispezione di Bce e Banca d’Italia. Mentre è riunito il Cda. La paura dei risparmiatori

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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La sede del Monte dei Paschi in piazza Salimbeni a Siena

La sede del Monte dei Paschi

SIENA -Un’ispezione della Bce è in corso nella sede di Mps a Siena. Come di consueto la squadra di ispettori è composta anche da funzionari della vigilanza della Banca d’Italia. Un portavoce della Bce, contattato telefonicamente, non ha commentato queste indiscrezioni. Nell’istituto è riunito il Cda della banca per rispondere all’Eurotower che ha chiesto di raddoppiare, fino a quota 10 miliardi, la dismissione di Npl da qui al 2018.

La capitalizzazione della banca è di nuovo sui minimi storici in attesa di novità per la gestione della crisi legata ai 24,2 miliardi di sofferenze. Nonostante l’intervento della Consob che ha esteso il divieto sulle vendite allo scoperto fino ad ottobre, il titolo ha messo a segno un altro tonfo, tornando sui livelli di martedì scorso a quota 0,265 euro. A questi prezzi la capitalizzazione ripiomba quindi sui 777 milioni di euro. In chiusura la flessione è state del 5,79%.

Intanto in città monta la rabbia contro la Bce, ma anche contro il Governo. Cinque anni di cura non sono bastati. Il Monte dei Paschi è ancora malato. Questa è la diagnosi della Bce che ha inviato a Rocca Salimbeni la ricetta di una cura salvavita: la riduzione drastica dei crediti deteriorati. Di fronte al primo effetto collaterale del crollo del titolo in Borsa, Siena però si scaglia contro il medico reo di troppo rigore. Se è vero che la diagnosi definitiva arriverà solo a fine mese con i risultati degli stress test, nella città che da cinque secoli custodisce la banca, istituzioni, dipendenti e risparmiatori puntano il dito contro la Bce.

La nuova diagnosi è arrivata in città nell’immediato dopo-Palio, in cui tutto a Siena si ferma per lasciar spazio ai festeggiamenti della Contrada vittoriosa. Lungo il corso principale e nella Piazza Salimbeni i pochi senesi che non sono in vacanza hanno poca voglia di parlare, consapevoli che il destino della ”loro” banca non dipende più da Siena ma da Roma e Francoforte. Siena sembra come isolata a sé stessa: un’isola, una volta felice perché capace di vivere dell”indotto generato dalle economie di Mps, e oggi alle prese, come e più degli altri, con l”incertezza del sistema finanziario europeo del dopo-Brexit.

“Cosa altro dobbiamo fare?” risponde un dipendente Mps con la coccarda della contrada della Lupa sulla camicia alla domanda di quali fossero le sensazioni nelle stanze di Rocca Salimbeni. Poi se ne va per tornare nel suo ufficio e attendere notizie dal Cda ancora in corso. Rimane la fiducia riposta in un’amara consapevolezza: “Se crolliamo noi, crolla tutto, Governo ed Europa compresi”, racconta un altro dipendente durante la pausa pranzo.

A temere di più sono i risparmiatori: “La paura di vivere una vicenda come quella di Banca Etruria c”è”, confessa una signora all”uscita dalla filiale. I senesi non possono dimenticare quanto accaduto e quanto la città sta vivendo: a denti stretti si maledice il fitto intreccio con la politica che ha caratterizzato Siena e la ”sua” banca negli anni d”oro. A lanciare un Sos al Governo affinché batta il pugno sui tavoli europei sono stati il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il sindaco di Siena Bruno Valentini. La pillola prescritta dalla Bce è difficile da ingoiare, ancor di più dopo una “cura lacrime e sangue”, proprio come ebbe a dire l”ex presidente Alessandro Profumo. Nella piazza Salimbeni la statua di Sallustio Bandini osserva dall”alto i pochi senesi che passano: al loro posto i turisti, tanti, che ascoltano le guide raccontare la storia della banca più antica del mondo. Una storia che, insieme alla ”sua” città, sta vivendo una delle pagine più buie. “Ci chiedono come è stato possibile, soprattutto i visitatori italiani e americani”, racconta il presidente del Centro guide di Siena. La stessa domanda senza risposta che si fanno in tanti anche a Siena.

AGGIORNAMENTO DELLE 21,30

Il Monte dei Paschi promette di accelerare sul piano di vendita delle sofferenze facendo leva sugli strumenti previsti dal mercato, Atlante in primis, e sulle norme messe in campo dal governo. Questa, secondo quanto appreso, l’indicazione contenuta nella risposta del Cda di Mps alla Bce, in cui si conferma a Francoforte la volontà di incrementare la vendita di Npl al 2018 da 5,5 a 10 miliardi di euro. Al termine del consiglio, il Ceo Fabrizio Viola, ha confermato che non saranno fornite indicazioni nel merito ma che la banca sta lavorando  con le Autorità per individuare in tempi brevi una soluzione strutturale e definitiva degli Npl. Tutto ciò, ha aggiunto, “in un contesto nel quale, anche nel secondo trimestre, l”andamento della gestione caratteristica e l”evoluzione patrimoniale e finanziaria della banca risultano positivi, confermando le tendenze registrate nel primo trimestre”.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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