Lo calcola l'Istat

Province: nel 2014 le entrate complessive riscosse si sono ridotte del 15,2%

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Nel 2014 le entrate complessive accertate delle amministrazioni provinciali sono stimate in 9.100 milioni di euro (-12,2% rispetto a 2013). Le entrate in conto capitale e quelle correnti si riducono (rispettivamente, -38,7% e -9,3%) mentre le entrate per l”accensione di prestiti crescono del 19,3%. Lo rileva l’Istat nel Report sui bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali e provinciali relativamente al 2014. Le entrate complessive riscosse, stimate in 9.617 milioni di euro, registrano una riduzione del 15,2%. Diminuiscono tutte le componenti delle entrate, quelle in conto capitale del 27%, quelle per l’accensione di prestiti del 19,4%, le entrate correnti del 12,8%.

La quota di entrate tributarie sul totale delle correnti è pari al 58,5% (56,4% nel 2013). Crescono il grado di autonomia finanziaria(dal 65,6 al 67,7%), quello di rigidità strutturale (dal 37,2 al 39,6%) e l’incidenza delle spese di personale (dal 24,3 al 25,6%).

Le spese complessive impegnate dalle Province per l’anno 2014,pari a 9.598 milioni di euro, diminuiscono del 9,8% rispetto all”anno precedente. Tutte le voci di spesa si riducono: spese in conto capitale -31,6%, spese correnti -5,1% e spese per il rimborso di prestiti -2,2%. I pagamenti complessivi ammontano a 10.068 milioni, in calo del 12%. Le spese in conto capitale, quelle correnti e le spese per rimborso di prestiti presentano variazioni di segno negativo, rispettivamente del 38,9%, 3,9% e 0,2%.

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Camillo Cipriani

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