Dubbi sulla proposta avanzata dalla Regione Toscana

Migranti: accoglienza in appartamenti privati. Il sottosegretario Manzione, meglio recuperare le caserme

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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migranti-4-8-3FIRENZE – La regione Toscana, per iniziativa del Presidente Enrico Rossi e per bocca dell’Assessore Vittorio Bugli, ha più volte sostenuto e promosso l’accoglienza diffusa dei migranti in appartamenti privati, tanto che una proposta ufficiale è stata inoltrata anche al Ministero dell’Interno. Che sembra nutrire qualche dubbio, tanto che il sottosegretario Domenico Manzione, intervenuto a margine di un incontro sul tema dell’accoglienza nell’ambito di Dire e fare, rispondendo ai giornalisti su questo tema, mostra di nutrire ancora qualche perplessità.

Per l’accoglienza dei migranti «ricorrere all’affitto privato significa rinunciare a un percorso come quello Sprar, previsto nelle gare che svolgiamo. Quando infatti facciamo le gare assicuriamo attraverso un ente gestore, anche un percorso nel quale comunque viene garantita l’assistenza sanitaria, la mediazione linguistica, culturale, etc. Quindi eventualmente le due cose vanno combinate insieme per ottenere qualche risultato apprezzabile».  Negli appartamenti privati, ha aggiunto, «questi servizi nessuno è in grado di garantirli alla persona che richiede asilo. Quindi, è da valutare con maggiore attenzione. Questo non toglie che questa opzione debba essere attentamente valutata». Per quanto riguarda le strutture pubbliche, ha sottolineato ancora Manzione, «stiamo comunque continuando a lavorare con il ministero che possiede le caserme per cercare di recuperare il più possibile strutture pubbliche. Strutture che però siano anche agibili nell’immediato. Questo perché potrebbero esserci esigenze legate a ristrutturazioni. Da questo punto di vista stiamo sempre cercando la disponibilità del ministero».

Ma l’Assessore Bugli non demorde e anzi rilancia: «anche la possibilità dell’accoglienza in appartamenti messi a disposizione da privati sarebbe un  serbatoio importante da utilizzare. Oppure, perché non utilizzare i tanti borghi abbandonati o le strutture del patrimonio agricolo o forestale per avviare anche dei percorsi di inserimento ulteriore dei migranti? Questo farebbe fare un salto di qualità all’accoglienza, uscendo da un percorso puramente assistenziale per avviarli in una direzione formativa che poi rende più facile l’integrazione».

Si attende la risposta del Governo.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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