Dovunque ci sono norme più severe rispetto alle nostre

Sicurezza stradale: in auto all’estero. Ecco le avvertenze. Con limiti e divieti da rispettare

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ROMA – Per gran parte degli italiani che si preparano a partire per le vacanze in automobile è buona norma essere “preparati” nei confronti delle regole che sono in vigore nei Paesi che si attraverseranno nel corso del viaggio. Negli ultimi tempi alcune regole sono state inasprite in molti Stati e sono stati rafforzati gli accordi tra Governi proprio in funzione della sicurezza stradale.

Da qualche mese, ad esempio, è in vigore un meccanismo che recapita direttamente al domicilio le multe prese dagli italiani in Francia (sono oltre 400mila in un anno) né si può contare sulla distrazione di Paesi considerati, a torto, minori perché una direttiva europea (la 2015/413) ha proprio avviato questo meccanismo d’interscambio delle informazioni. Un punto dolente per quanto riguarda le infrazioni contestate, oltre ai limiti di velocità – che vanno sempre rispettati – costituisce l’uso indebito dei telefonini: in generale in Europa il loro uso è consentito al volante solo attraverso il vivavoce del sistema Bluetooth, mentre viene sanzionato  l’uso dell’auricolare, spesso in modo pesante. Molto utile al riguardo il sito www.viaggiaresicuri.it del Ministero degli Affari Esteri dove si possono controllare gli aggiornamenti per norme e sanzioni. Vi si scopre, ad esempio, che in India l’impiego dei cellulari in auto è vietato anche con i dispositivi “hand free”.

In tema di sanzioni per la guida sotto l’effetto di bevande alcoliche vale ribadire che il tasso tollerato nel sangue del guidatore – allo 0,5 per mille in Italia – ha poche eccezioni che lo superano (0,8 in Irlanda, Gran Bretagna, Malta e Lussemburgo), mentre molte altre nazioni (ma non è una novità) sono decisamente più severe (0,22 in Finlandia e Belgio, 0,25 in Spagna, 0,29 in Svezia e Polonia) per arrivare ai Paesi con tolleranza zero (Croazia, Estonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria) dove anche una birra comporta il rischio di multe salatissime e l’arresto fino ad un mese.

Attenzione, in generale, anche a mantenere un comportamento corretto dovunque e comunque, perché fuori dai nostri confini abbondano – ad esempio in Francia – le auto civetta, dotate di telecamere e sensori per misurare la velocità. In Germania, poi, va rispettato strettamente il limite dei 30 km/h nelle zone residenziali, perché vengono sanzionate infrazioni anche di pochi chilometri.

E’ molto utile poi, se si programma un viaggio in Europa con la propria moto, la propria auto o il proprio camper, verificare l’esistenza di limitazioni alla circolazione in funzione dell’omologazione o dell’anno di costruzione. Dal primo luglio, ad esempio, è vietata la circolazione nell’area urbana di Parigi nei giorni feriali (tra le 8 e le 20) per i veicoli privati immatricolati in data antecedente il primo gennaio 1997, limite che per le due ruote si sposta al primo giugno 1999.

Esistono poi norme non scritte ma osservate nelle singole nazioni, che è meglio conoscere. Attenzione – ad esempio – alla “delazione”, un tipo di comportamento previsto dalle autorità in Germania e nei Paesi del Nord Europa: l’automobilista che infrange le norme superando i limiti, sorpassando dove è vietato, chiedendo strada con il lampeggio dei fari (in Germania) o non rispettando la distanza di sicurezza (in Scandinavia) rischia una denuncia via telefonino da parte degli automobilisti locali e il successivo intervento della Polizia.

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Camillo Cipriani

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