Ci vorrà più di un anno

Strasburgo: la Corte europea dei diritti umani decide sul caso Berlusconi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Politica

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STRASBURGO – Dopo qualche tempo, più o meno tre anni, dalla presentazione, la Corte europea dei diritti umani ha avviato in via preliminare l’esame del ricorso di Silvio Berlusconi contro l’applicazione al suo caso della legge Severino. I giudici dovranno pronunciarsi sulla sua ammissibilità e sul merito, dopo che si sarà svolto il contraddittorio tra le parti. Il ricorso, a quanto si è appreso, è stato comunicato al governo italiano affinché possa esporre le sue ragioni.

L’ex premier ha già depositato le proprie ragioni ed ora spetta al governo italiano produrre le prove a proprio discarico. Nel ricorso, a cui è stato assegnato il numero 58428/13, Silvio Berlusconi contesta all’Italia il fatto di aver applicato retroattivamente la legge Severino al suo caso, violando cosi l’articolo 7 della Convenzione europea per i diritti umani (Cedu) che sancisce il principio di “nulla poena sine lege” (nessuna pena senza legge).

L’ex Cavaliere afferma che la sua incandidabilità, e conseguente decadenza, del mandato parlamentare sono dovuti a una condanna per fatti avvenuti prima che la legge Severino entrasse in vigore. Nel ricorso, Berlusconi sostiene poi che l’Italia ha violato anche l’articolo 3 del protocollo 1 della Cedu, che sancisce il diritto a libere elezioni, perché non gli è stato permesso di continuare il mandato per cui era stato eletto, e questo ha leso non solo il suo diritto ma anche quello degli elettori. Infine l’ex premier sostiene che è stato leso il suo diritto a un ricorso effettivo contro la decisione presa nei suoi confronti, sancito dall’articolo 13 della Cedu.

Nel comunicare il ricorso al governo italiano la Corte di Strasburgo chiede in particolare a Roma le informazioni necessarie per valutare se la decisione del Parlamento di mettere fine al mandato del senatore Berlusconi costituisca una sanzione penale, una condizione essenziale perché vi sia una eventuale violazione dell’articolo 7 della Convenzione europea dei diritti umani. La Corte vuole inoltre sapere se la procedura che ha messo fine al mandato prevede sufficienti garanzie contro un uso arbitrario della decisione. Infine Strasburgo chiede a Roma se Berlusconi abbia potuto avvalersi di un rimedio efficace davanti alle istanze nazionali per ricorrere contro la decisione presa dal Parlamento. Prima di avere un vero e proprio responso, spiegano alcune fonti, ci potrebbe volere un altro anno.

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Camillo Cipriani

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