Le stime del Fondo negative per l'Italia

FMI: la ripresa italiana è ancora più lenta delle attese. Brexit rallenta la crescita

di Camillo Cipriani - - Cronaca

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WASHINGTON – La ripresa italiana continua, ma più lenta delle attese. L’esito del referendum sulla Brexit rallenta la crescita, con il pil che quest’anno aumenterà sotto l’1% e nel 2017 dell’1%. Il Fmi rivede al ribasso le stime per l’Italia, alla quale chiede di agire sul fronte delle banche che con i loro 360 miliardi di euro di crediti deteriorati nei bilanci frenano gli investimenti e la crescita.

Un nodo da risolvere e per il quale un intervento pubblico «è una delle opzioni in base alle norme esistenti. Riteniamo che il contesto normativo attuale offra abbastanza flessibilita per affrontare la situazione – afferma Rishi Goyal, il capo della missione per l’Italia del Fmi – stiamo parlando di un sostegno governativo in caso di emergenza, se si materializzassero eventi in grado di mettere la stabilità finanziaria a rischio. Siamo in regolare contatto con le autorità italiane, che sono consapevoli del problema e che lo seguono. E’ nel giudizio delle autorità nell’ambito del contesto regolatorio esistente decidere come muoversi.»

Il Fondo riconosce gli sforzi e l”impegno del governo a intervenire sulle banche e sulle riforme con una strategia su più fronti per aumentare il potenziale di crescita e sostenere la ripresa. E auspica che gli sforzi continuino.

Le autorità sono impegnate su una serie di importanti riforme, incluse quelle istituzionali, della pubblica amministrazione, di bilancio, del mercato del lavoro e del settore bancario afferma il Fmi, descrivendo la ripresa italiana come modesta e fragile, sulla quale pesano rischi al ribasso, fra i quali la volatilità dei mercati finanziari, la crisi dei rifugiati e i venti contrari dal rallentamento degli scambi commerciali globali. L’Italia è anche alle prese con un tasso di disoccupazione alto ma in calo graduale, dall’11,9% del 2015 passerà all’11,4% nel 2016 e al 10,9% nel 2017, e con un debito elevato che è fonte di debolezza.

Sul prossimo referendum costituzionale, il Fmi non si pronuncia. «Sta agli italiani decidere che tipo di sistema vogliono. Ci sono importanti elementi nelle riforma costituzionale – mette in evidenza Goyal, precisando di non voler entrare entrare nel merito del referendum-  ma in linea generale le riforme che prevedono più trasparenza e favoriscono gli investimenti possono spingere la crescita».

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Camillo Cipriani

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