Il corpo spinto giù per una scarpata

Sansepolcro: uccisa con due colpi di piccozza alla testa la donna trovata nel torrente Afra

di Redazione - - Cronaca, Top News

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Prostituzione:controlli a Roma, 4 arresti e 120 identificati - carabinieriAREZZO – Il corpo sarebbe stato spinto in una scarpata e scivolato nel fiume. Ma a uccidere la donna sarebbero stati due colpi sferrati
con violenza in testa, uno alla fronte e uno dietro un orecchio con un martello o una piccola piccozza. Così è stata uccisa, la
notte scorsa, Catia Dell”Omarino, 41 anni, di Sansepolcro, a meno di un chilometro dalla sua abitazione, nel quartiere Riello del paese della Valtiberina.

Il corpo è stato trovato sul greto del torrente Afra: l”assassino, dopo averla colpita, l’avrebbe spinta lungo la leggera scarpata, dove sono
state trovate numerose tracce di sangue, che corre vicina al ”ponte del diavolo”. A vedere il corpo sono stati stamani, 12 luglio, poco prima delle 10.00, alcune persone che passavano sulla strada. Sul posto sono arrivati subito i carabinieri e il 118 ma poi è stato necessario
l’intervento dei vigili del fuoco per il suo recupero. I militari hanno però notato che la donna aveva la testa fracassata e il volto insanguinato. Solo il primo esame del medico legale ha permesso di accertare che non si trattava di una caduta accidentale o di un suicidio. Catia dell”Omarino, era molto conosciuta a Sansepolcro, anche alle forze dell”ordine. Non era sposata e viveva con la madre.

Il gran caldo di oggi non ha permesso di stabilire l’ora del decesso, probabilmente potrà farlo solo l’ autopsia già disposta dal pm Julia Maggiore. Alcuni testimoni avrebbero detto di aver visto la donna, ancora viva, ieri sera tra le 22.00 e le 24.00. Poco prima era stata notata nella zona anche da una pattuglia di carabinieri in servizio. L’auto della povera Catia, regolarmente posteggiata, è stata trovata a circa 400 metri, a metà strada tra l”abitazione e il luogo dove probabilmente lei aveva l’appuntamento con il suo assassino. Quest’ultimo, dopo averla uccisa, ha portato via l’arma del delitto e anche il cellulare della donna. I carabinieri del nucleo operativo di Arezzo, coordinati dal pm, e supportati dai Ris di Firenze che hanno effettuato tutti i rilievi, stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita
della donna e le sue frequentazioni. Nel marzo scorso era stata indagata per alcuni furti.  Le indagini, spiegano gli inquirenti, dovranno
necessariamente essere a 360 gradi. Intanto i militari acquisiranno tutte le immagini delle telecamere che si trovano nella zona: potrebbero aver ripreso qualche auto che lasciava il luogo o qualcuno che a piedi si allontanava da quello che gli abitanti di Sansepolcro chiamano ”ponte del diavolo”.

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