L'indagine coordinata dal pm Sandro Cutrignelli

Firenze, maltrattamenti a un anziano prete in convitto ecclesiastico: 7 arresti

di Redazione - - Cronaca

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Il tribunale di Firenze a Novoli

Il tribunale di Firenze

FIRENZE – Sei operatori sociosanitari del convitto ecclesiastico di Firenze e un infermiere sono stati arrestati, in esecuzione di misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di un anziano sacerdote, ospite della struttura.

L’indagine, coordinata dal pm Sandro Cutrignelli e condotta dai carabinieri della compagnia di Firenze e dal Nas, è partita da una denuncia presentata dalla direzione del convitto e dalla società incaricata dell’assistenza infermieristica. Al momento nonsarebbero emersi episodi di maltrattamenti verso altri ospiti.

Secondo l’accusa,  gli indagati avrebbero tenuto, nei confronti della vittima, “comportamenti caratterizzati da spregio, derisione,
turpiloquio, vilipendio del ministero religioso, con pesanti ed  espliciti riferimenti ad atti sessuali, gesti scurrili, complessivamente umilianti, prevaricanti, ispirati alla deliberata provocazione, e in alcune occasioni inflitto percosse senza motivo”.

L’Arcidiocesi di Firenze si considera “parte lesa” nella vicenda dei maltrattamenti all’anziano sacerdote ospite del Convitto Ecclesiale e “sta inoltre valutando azioni legali da porre in essere”. Lo rende noto un comunicato diffuso dalla Curia  dell’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. In merito all’indagine su maltrattamenti ai danni di un ospite del Convitto Ecclesiastico, l’Arcidiocesi “sottolinea l’importanza dell’impegno dei dirigenti della struttura, della magistratura, dei carabinieri e del Nas di Firenze nell’aver portato a termine la delicata operazione con professionalità e grande attenzione verso gli ospiti del Convitto”.

“La prima preoccupazione” da parte dell’arcivescovo Betori e dei suoi stretti collaboratori è stata “quella di essere vicini, anche con la
presenza fisica in queste ore, agli ospiti del Convitto increduli e scossi, come tutta l’Arcidiocesi, da questa vicenda”.

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