Informale via libera dopo il vertice Ecofin

Monte Paschi di Siena: sarebbe deciso l’intervento pubblico. Ma pagherebbero azionisti e grandi investitori

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Anche se ufficialmente, come ha più volte ripetuto il ministro Padoan, la questione Monte Paschi non era all’ordine del giorno, nella riunione dei ministri Ecofin a Bruxelles si è parlato del caso e dalla Commissione sarebbe venuto informalmente un via libera al Governo italiano ad agire, purché entro le regole fissate.

Lo schema di intervento sarebbe deciso, secondo quanto anticipato dal quotidiano La Stampa: Mps verrà ricapitalizzata per mano pubblica con bond convertibili e cederà ad una bad bank – Atlante due – un bel pezzo dei suoi 24 miliardi di crediti deteriorati. In Atlante due – oltre a qualche privato rimasto fuori da Atlante uno – investirà nuovamente la Cassa depositi e prestiti (il contributo potrebbe essere inferiore al mezzo miliardo già versato) e ci saranno i 500 milioni della Sga, crediti recuperati dal fallimento del Banco di Napoli. L’intervento pubblico «precauzionale» è contemplato dall’articolo 32, quarto comma, punto tre della direttiva sulle risoluzioni che lo permette nel caso in cui una banca stia per essere investita da una grave perturbazione.

monte paschiIl principio è quello della «condivisione degli oneri». Poiché lo Stato mette dei soldi, e quei soldi sono dei contribuenti, le regole europee stabiliscono che chi ha ottenuto alti rendimenti da titoli molto rischiosi deve pagare un obolo: azionisti ed obbligazionisti subordinati. Dunque è sempre più improbabile l’ipotesi di salvare tutti quanti, come vorrebbe il premier Renzi. Dovrebbero rimetterci gli azionisti così come alcuni obbligazionisti subordinati.

Secondo le indiscrezioni che circolano in ambienti finanziari e di governo, lo schema di accordo fra l’Italia e la Commissione farebbe salvi i bond subordinati della clientela, in particolare chi nel 2008 sottoscrisse due miliardi e cento milioni di obbligazioni per finanziare la fusione con Antonveneta. Oggi quelle obbligazioni in Borsa vengono scambiate circa alla metà del loro valore nominale. Più difficile salvare le obbligazioni subordinate di chi maneggia strumenti finanziari per mestiere. Per averne conferma basta leggere in controluce le dichiarazioni di Dombrovskis: «Ci sono diverse modalità in cui questo caso può essere affrontato senza danneggiare la stabilità finanziaria o gli investitori non istituzionali».

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Camillo Cipriani

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