Opinioni contrastanti fra il rappresentante dello Stato e il presidente della Regione

Migranti in Toscana il Prefetto Giuffrida: situazione insostenibile. Ma il governatore Enrico Rossi insiste: vuole l’accoglienza diffusa

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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FIRENZE – I numeri dei flussi migratori in Toscana «stanno diventando insostenibili con l’attuale sistema». Lo ha affermato il prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, in un’intervista a Toscana24 – Il Sole 24 Ore.

Con questi numeri, per Giuffrida, il criterio dell”accoglienza diffusa rischia di saltare, perché i territori non rispondono più. Il prefetto ha ricordato che «abbiamo già fatto una manifestazione d’interesse per reperire siti più grandi da dedicare all”accoglienza dei migranti. Ci prepariamo. La criticità è aggravata dalla presenza di minori e dalla scarsa turnazione. Molti aspettano anche più di due anni la sentenza che decide sul loro futuro e nel frattempo possono fare solo volontariato, ma naturalmente sono liberi di muoversi e quando una persona è esasperata diventa più facilmente vittima delle suggestioni pericolose da parte della criminalità.»

Forse presagendo queste parole del prefetto, il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che in questo periodo straparla su tutto, aveva affermato al meeting antirazzista tenutosi il 14 luglio a Cecina: «Il modello toscano dei piccoli insediamenti ha dimostrato di funzionare dopo che in tanti ci hanno riso su, se i prefetti anche qui intendono invece requisire caserme vuote o campeggi e creare mega centri di raccolta, facciano, non posso impedirlo, ma resto fortemente contrario. E’ tutto un sistema normativo e culturale che va cambiato -ha aggiunto Rossi- perché è costruito sulle nostre esigenze, non su quelle delle persone che arrivano e si trovano trattate come bambini cui va fornito tutto. Al contrario, sono persone con un bagaglio di esperienze e di culture che possono portare un contributo di operatività qui da noi se sappiamo inserirle.»

Il tema è delicatissimo. Soprattutto mancano spazi adeguati e anche le risorse sono al limite. C’è poi, ad inquietare la gente, l’aspetto psicologico legato anche all’ultimo attentato in Francia. C’è chi ha paura che in mezzo a migranti di buona volontà possano nascondersi terroristi pronti a tutto. Le aperture ad ogni costo, propugnate da alcuni politici e associazioni, non servono e possono provocare problemi di non poco conto e situazioni esplosive, difficilmente gestibili.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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