La Regina è diventata un'extracomunitaria e con lei la sua lingua.

Ue: dopo la Brexit l’inglese non è più una lingua ufficiale comunitaria. Può restare (forse) come lingua di lavoro

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – Dio stramaledica l’inglese, i burocrati di Bruxelles stanno già pensando di eliminarla dall’uso ufficiale e il lussemburghese Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, ha già cominciato a fare i suoi interventi rivolti agli eurodeputati in francese e in tedesco. In conseguenza del voto Brexit e dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue ne fa le spese pure la lingua di Sua Maestà britannica, la stessa parlata (con accento slang) dagli americani e utilizzata dai ricercatori e dalle avanguardie della information Technology.

Persino l’Accademia della Crusca, con il suo Presidente, il professor Claudio Marazzini, ha sentito il bisogno di dire la sua per sottolineare che lui non ritiene che la Brexit «comporterà delle modificazioni riguardo all’uso dell’inglese, in fondo il prestigio dell’inglese è dovuto agli Stati Uniti e non alla Gran Bretagna».

In Trentino Alto Adige dove godono da anni dello statuto speciale con benefici economici e con un bilinguismo riconosciuto, l’Altra Trento a Sinistra ha spiegato che «con l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue (…) l’inglese diventa per la scuola materia da trattare come ogni altra lingua non comunitaria». La Regina, sembra strano, è diventata una extracomunitaria e con lei la sua lingua.

I francesi già godono pensando alla rinascita della loro lingua relegata ormai negli angoli della diplomazia linguistica, i tedeschi sognano di diventare lingua madre del mondo e gli spagnoli, che parlano la lingua più diffusa come popolazioni, se ne fregano. Di certo gli euroburocrati non han digerito il vaffa day all’Ue dei britannici e pensano a mettere ko l’inglese dalle lingue ufficiali Ue. Danuta Hubner, presidente della commissione Affari costituzionali del Parlamento Europeo, ha spiegato in queste ore che l’inglese potrebbe restare lingua di lavoro nella Ue anche se non dovesse più essere una lingua ufficiale (visto che per farla restare tale servirebbe l’accordo di tutti gli Stati membri).

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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