Intanto i mostriciattoli appaiono anche agli Uffizi

Firenze, Pokemon Go: alla fattoria di Maiano il primo raduno il 29 luglio

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Economia, Top News

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pokemon

FIRENZE – E’ fissato per venerdì 29 luglio, nella fattoria di Maiano di Firenze, il primo raduno fiorentino di Pokemon Go, il gioco virtuale per smartphone diventato fenomeno sociale in pochi giorni anche in Italia dopo il lancio dell’applicazione lo scorso 15 luglio. Dalle 18 libero accesso al parco botanico, 50 ettari di superficie, per potersi addentrare nel bosco della fattoria e mettersi sulle tracce dei Pokemon, gli animali virtuali creati nel 1995 dalla fantasia del giapponese Satoshi Tajiri e tornati oggi fenomeno del momento che si mescoleranno agli asini, ai cavalli e alle oche presenti. “Noi da sempre preferiamo il reale al virtuale, ma se questo gioco, diventato in pochi giorni così diffuso, crea nuove opportunità per conoscere e scoprire luoghi storici del nostro territorio ben venga”, ha spiegato la famiglia Miari Fulcis, titolare della fattoria. “Siamo molto curiosi di vedere come il mondo reale del nostro parco botanico saprà integrarsi con la tecnologia di un gioco che si scopre così alleato di un patrimonio naturale che tutti devono aver l’occasione di apprezzare” , ha concluso.

Pokemon UffiziUFFIZI –  ‘Infestazione’ di Pokemon agli Uffizi: i mostriciattoli protagonisti del celebre gioco che sta impazzando in giro per il mondo hanno occupato anche la celebre Galleria vasariana, avvistati ‘a decine’, spiegano gli addetti del museo, nei corridoi, all’ombra delle statue ed anche nei pressi degli uffici, dove ne è stato scorto uno degli esemplari più antichi, Bulbasaur. L’invasione degli animaletti colorati in galleria, ‘anticipata’, alcuni giorni fa, dalla comparsa di Rattata (come Bulbasaur, tra i Pokemon più famosi) sotto la loggia dei Lanzi, non si è però fermata agli Uffizi: altri ne sono stati avvistati in Palazzo Pitti, e, moltissimi, a quanto si apprende, starebbero prendendo dimora nel giardino di Boboli. Un fenomeno, questo dei Pokemon in museo, che fa sorridere il direttore delle Gallerie, Eike Schmidt, recentemente alle prese con ben altro tipo di infestazione. “Stavolta volta siamo infestati dai Pokemon e non dalle zecche – ha scherzato -. Un’infestazione puramente virtuale. Meno male…”.

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