La vicenda paradossale del sottoattraversamento fiorentino

Tunnel Tav di Firenze: contrordine compagni. E ora quale stazione? E quanto costerà?

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Il dietrofront improvviso in merito al sottoattraversamento fiorentino, con la riduzione del tunnel e la sparizione della stazione Foster (già iniziati lavori e scavi con costi elevati) ha animato il dibattito politico nazionale e soprattutto locale. Il Governatore Rossi afferma (con quali argomenti?) che nulla è cambiato e che aspetta la proposta di Rfi; il Sindaco Nardella, che già si era espresso a favore di cambiamenti radicali del progetto del tunnel, attende anche lui nuove dalle ferrovie, alle quali (il che vuol dire ai contribuenti) faranno carico modifiche e spese necessarie. Dopo la riunione di Roma, dove sono state individuate alcune linee che modificano in buona parte il programma originario, subito sono sorte polemiche politiche da parte delle opposizioni. La prima a partire lancia in resta è stata Forza Italia, ma subito dopo è insorto il Movimento 5 Stelle, da sempre contrario al progetto.

BONAFEDE – «Se non fosse drammatico sarebbe una barzelletta: ieri quattro amici del Presidente del Consiglio si sono riuniti per dire che vogliono cambiare il progetto del sottoattraversamento Tav, senza spiegare perché. Noi lo sappiamo e lo diciamo da sei anni, quel progetto è una follia e uno sperpero di denaro dei cittadini. Ora Delrio venga in Parlamento a risponderci sulla fine di questa barzelletta». Lo ha detto il deputato M5s Alfonso Bonafede nel corso di una conferenza stampa del partito in Consiglio regionale, all’indomani della riunione a Roma con il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della Toscana Enrico Rossi dalla quale sono emersi cambiamenti al progetto del nodo fiorentino dell”Av. “Un amministratore serio – ha aggiunto – avrebbe detto ”scusate, avevano ragione i comitati e il M5s”. Invece lo stesso Renzi, che additava i comitati di fare ”terrorismo psicologico”, manda avanti Nardella e Rossi a raccontare sulla stampa soluzioni diverse”. I lavori per il nodo fiorentino “oggi dovevano essere conclusi, invece hanno speso 760 milioni di soldi dei cittadini e il tunnel è allo 0%”. Secondo Bonafede “da sei anni diciamo che l”alternativa c”è ed è il progetto di superficie prodotto dalla facoltà di architettura dell’Università di Firenze”.

REGIONE – Il consigliere regionale M5s Giacomo Giannarelli ha poi spiegato di aver “preteso che Rossi venga a riferire in Consiglio regionale della riunione segreta di ieri a Roma. Un presidente di Regione sempre più assente dai luoghi istituzionali che fa dichiarazioni da sciacallo sul Tav rispetto alla tragedia di Andria, per sostenere un progetto evidentemente sbagliato. Intanto la prossima settimana in Aula proporremo di destinare le risorse risparmiate dal sottoattraversamento, a raddoppiare ed elettrificare le linee ferroviarie regionali” visto che in Toscana il 47% di queste sono ancora “a binario semplice, e il 34% non elettrificate”.

COMUNE – “Ci sorprende l”assurda leggerezza del dietrofront di Nardella” hanno sottolineato i consiglieri comunali M5s Silvia Noferi e Arianna Xekalos. “Questo risveglio dal coma dopo due anni ci fa piacere”, “certo non ci pare casuale – hanno concluso – che questo ripensamento venga dopo le amministrative dove il Pd ha perso Sesto Fiorentino e il M5S ha vinto a Roma e Torino”.

In effetti la vicenda del sottoattraversamento fiorentino è stata sempre tormentata; il comportamento e gli indirizzi delle istituzioni nazionali e locali (ricordiamo che in tutti questi anni, ne sono passati ormai 20, i responsabili di Regione, provincia e Comune di Firenze sono mutati) sono stati altalenanti; soprattutto le inchieste giudiziarie hanno portato alla luce che, come sempre succede in Italia per le grandi opere, nelle procedure c’era stato qualcosa d’irregolare. Dunque la vicenda consiglierebbe prudenza, riducendo al minimo l’impatto ambientale e finanziario, cercando di limitare al massimo i danni. Una domanda però sorge spontanea. Si è ribadita la centralità della stazione di Santa Maria Novella. Per questo si è rinunciato alla nuova megagalattica costruzione progettata dall’Archistar Norman Foster. Quindi, contrordine compagni, i treni dovranno passare, in sotterranea come a Bologna, da una nuova stazione che presumibilmente dovrà essere costruita nei pressi di quella esistente. Ma in modo che sia evitata la complicazione di una stazione di testa che, per la necessità del cambio di direzione del treno, adesso fa perdere circa 9 minuti di tempo ai convogli. Dunque si ricomincia in parte daccapo, con polemiche e contraddizioni, con dissidi fra istituzioni. Mentre in Francia, come abbiamo documentato, le opere pubbliche vanno avanti senza particolari problemi o interruzioni, con l’accordo e, per fortuna dei francesi, con la quasi inesistente possibilità di veto di Regioni ed enti locali. Si può aggiungere che governanti e amministratori del Pd in tutta questa storia hanno sbagliato, ma chi ne pagherà le conseguenze? Come al solito i cittadini.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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