Una circolare del prefetto Gabrielli ai questori

Terrorismo: rafforzate le misure di sicurezza anche in Italia dopo gli attentati di Nizza e Monaco

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, il Blog di Paolo Padoin, Politica

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ROMA – Anche in conseguenza delle stragi di Nizza e di Monaco è stata rafforzata la presenza di forze dell’ordine e militari sulle strade italiane e nelle città più importanti, a difesa della popolazione e degli obiettivi sensibili. Si calcola che siano circa 30.000 i carabinieri, poliziotti, finanzieri e soldati dell’esercito impiegati nei controlli e la vigilanza antiterrorismo.

OBIETTIVI – Se l’attentato in un centro commerciale ha riguardato uno scenario già classificato da molto tempo dal dipartimento di Pubblica sicurezza fra i cosiddetti soft target, la strage di Nizza sulla passeggiata con un tir ha aggiunto un’altra ipotesi fra gli scenari da considerare. Nella circolare inviata dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli, ai prefetti e questori in tutta Italia all’indomani della strage di Nizza si sollecitava «un’accurata ricognizione degli obiettivi sensibili» destinata «con particolare riguardo a quelli diplomatico-consolari, religiosi, commerciali, scolastici, turistici, culturali, ricreativi». E si specificava inoltre: «Particolare attenzione» andrà concentrata su «tutti i luoghi ove è previsto un elevato flusso di persone». Come può accadere durante una manifestazione religiosa, una festa in piazza, un concerto. Tutti luoghi già defunti come soft target per distinguerli dai siti istituzionali.

FIRENZE – Nelle stazioni ferroviarie, anche in quella di Firenze, la presenza di agenti e di militari è consistente e visibile. La camionetta con due militari armati di mitra staziona da tempo davanti all’uscita di Santa Maria Novella e rassicura i viaggiatori. Presidiati i luoghi sensibili; anche in Piazza del Duomo pattuglie di militari, polizia, carabinieri, tengono la situazione sotto controllo.

Il Capo inoltre ha inviato istruzioni più dettagliate a tutti i questori, sottolineando come «ogni operatore di polizia diventa un potenziale “obiettivo”» dei terroristi. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dopo Nizza ha confermato il permanere del livello di allerta 2, il più alto prima di quello che scatta con un attacco in atto.

ROMA – A Roma in particolare è visibile la presenza di un contingente molto elevato di forze dell’ordine, anche in relazione al Giubileo della Misericordia, proclamato da papa Francesco, che, almeno nella Capitale, non ha avuto poi un gran successo e non ha registrato presenze così numerose come si stimava e come speravano gli operatori turistici. Scarsi i vantaggi dunque e molti i fastidi conseguenti all’iniziativa papale.

VIGILANZA – Ma poco male, il numero del personale  impiegato per la sorveglianza è utile indipendentemente dall’evento religioso, che si avvia a divenire un flop; una presenza rafforzata di militari, polizia, carabinieri, agenti della guardia di finanza serve ai fini di prevenzione e repressione e per rassicurare cittadini e turisti. Anche se, come dimostrato a Nizza, Monaco e in molte altre occasioni, i terroristi hanno dalla loro il fattore sorpresa che consente di colpire gli obiettivi più attaccabili in un determinato momento e con strumenti sempre diversi.

Il ministro Alfano afferma orgogliosamente in ogni occasione che l’Italia è stata risparmiata per merito del lavoro d’intelligence. Senza dubbio è vero, ma noi sospettiamo che l’organizzazione del terrore non colpisca, almeno finora, il nostro paese perché lo considera un luogo di transito e un rifugio sicuro. La vicenda del «complice pugliese» dell’attentatore di Nizza è esemplare a tal riguardo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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