La ricerca di due esperti dell'Istituto

Economia: Bankitalia fa le pulci all’amministrazione pubblica. Sacche d’improduttività soprattutto al Sud

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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ROMA – Sacche di improduttività ristagnano nella P.a, soprattutto se si guarda al Centro-Sud, dove per ottenere gli stessi risultati si impiegano più risorse, con relativi sprechi. La conferma arriva dallo studio condotto da due economisti della Banca d’Italia, Francesco D’Amuri e Cristina Giorgiantonio. Da “un approfondimento” sui servizi anagrafici dei Comuni emerge “l’esistenza di scostamenti significativi dalla relazione media tra input – ore lavorate – e output – servizi erogati – con dotazioni di personale maggiori nel Centro-Sud e dove il livello di disoccupazione è più elevato”. Tanto che se la fascia dei Municipi appartenente al 25% di quelli meno efficienti contesse il divario di produttività, riagganciando i livelli degli altri, “si verificherebbe una riduzione delle ore lavorate totali pari al 7,6% (33% nei Comuni interessati). Si stima che i Comuni con un eccesso di ore lavorate a parità di output si trovano con maggiore probabilità dove il tasso di disoccupazione è maggiore; al Centro e al Sud; nei Comuni montani”. Tutto questo, si ricorda, accade in un Paese con “croniche disfunzioni” e “carenze di personale” in determinati settori della P.a, ne è un esempio il comparto giudiziario.

Quindi “una corretta riallocazione” permetterebbe “guadagni di efficienza”, spiega l”Occasional Paper ”La distribuzione dei dipendenti pubblici in Italia: ruolo e funzioni della mobilità”. Mobilità che però, si evidenzia, appare ostacolata da diversi fattori.

In particolare, “l’assenza di parametri obiettivi in base ai quali determinare i fabbisogni effettivi di personale delle amministrazioni, l’elevata segmentazione dei comparti contrattuali e le incertezze sul piano della confrontabilità degli inquadramenti professionali, appaiono ostacolare i flussi di mobilità, che risultano estremamente contenuti”, sottolinea il dossier. Posto che si tratta di un lavoro, precisa la stessa pubblicazione, che “riflette esclusivamente le opinioni degli autori, senza impegnare la responsabilità dell”Istituzione di appartenenza”.

Dei passi avanti, riconosce la ricerca, sono stati fatti con gli ultimi provvedimenti del Governo, a partire dall’apertura al ruolo unificato dei dirigenti contenuta nella delega Madia. Nella stessa direzione vanno le cosiddette tabelle equiparative, anche se restano “dubbi interpretativi”, la riduzione dei comparti della P.a, pur restando il rischio di “proliferazione” di inquadramenti speciali, e il portale mobilità del governo, usato per gli esuberi delle Province.

Sarebbe interessante se un’analisi di questo tipo fosse condotta anche sugli stessi uffici della Banca d’Italia, visto che una buona parte dell’opinione pubblica si chiede quale sia ancora il ruolo dell’istituto che non ha più funzioni di emissione e che controlla con scarsa efficacia un sistema bancario che ha presentato recentemente enormi falle senza alcun efficace intervento.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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