Ma per Papa Francesco non è una guerra di religione

Terrorismo: mezza Europa blinda spettacoli e luoghi di ritrovo pubblico. La sorveglianza a Firenze e in tutt’Italia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Cultura, Politica, Top News

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ROMA – La jihad ha preso di mira concerti e spettacoli e in Europa si corre ai ripari. Dalla Germania, alla Francia all’Italia si cerca di rafforzare i controlli in quelli che sono i principali appuntamenti del divertimento estivo.

ITALIA – Anche in Italia la paura si fa sentire, come ha dimostrato nei giorni scorsi lo spiegamento di forze dell’ordine per il concerto di Bruce Springsteen al Circo Massimo con unità cinofile, artificieri e unità specializzate antiterrorismo della polizia e dei carabinieri in azione già ore prima del concerto. In generale nelle grandi città, e soprattutto nella capitale, ha subito un’accelerazione la predisposizione di piani di difesa civile interforze in caso di attacchi terroristici. Prefettura e Questura di Roma, alla luce degli ultimi attacchi in Europa, stanno effettuando una ricognizione di tutti i luoghi di aggregazione per predisporre dettagliatamente i piani di intervento di forze dell’ordine, reparti speciali e mezzi di soccorso che saranno coordinati sul campo nelle aree della città che dovessero essere oggetto di attentati. Una circolare riservata inviata dalla Questura lo scorso 22 luglio a tutti i commissariati di polizia di Roma, nell’ambito del piano provinciale antiterrorismo, alla luce dell’attentato di Nizza, ha chiesto che siano censiti tutti i possibili luoghi di aggregazione presenti nel territorio di competenza di ogni singolo commissariato, come cinema e teatri. Il problema poi sarà riuscire a sorvegliarli tutti con le forze a disposizione. Anche a Firenze sono state intensificate le misure di sorveglianza.

GERMANIA – Il governo federale della Germania, dopo i ripetuti attacchi del terrore islamico, ha deciso una serie di misure per rafforzare la sicurezza.Il ministro degli interni, Thomas de Maiziere, annuncia che è stato deciso il rafforzamento dei presidi di polizia nei principali luoghi pubblici e alle grandi manifestazioni pubbliche, come concerti, congressi e partite di calcio e l’intensificazione capillare dei sistemi video di sicurezza nei luoghi pubblici. Già in questi ultimissimi giorni, l’effetto dei vari attentati si sente concretamente. A Bayreuth, il Festival musicale più importante della Germania, dove i patiti wagneriani accorrono da tutto il mondo, le cose sono già cambiate. All’inaugurazione con Parsifal, la celebre “collina verde” che ospita il Festspielhaus, il grande teatro dell’opera voluto e disegnato da Wagner, c’era quasi più polizia che pubblico. Il teatro era recintato con transenne. Per entrare bisognava passare dai posti di blocco presidiati da agenti. Tutte le borsette delle signore sono state perlustrate, altre borse, zaini, buste sono bandite. Prima di entrare in sala, si passavano almeno tre, quattro controlli con relative perlustrazioni. Il sindaco di Monaco Dieter Reiter ha invece deciso di vietare gli zaini e le borse all’Oktoberfest. «Credo che la gente lo comprenderebbe dopo quello che è successo», ha detto alla tv bavarese. Sia l’attentatore di Monaco sia quello di Ansbach indossavano zainetti.

FRANCIA – In Francia, il Paese più bersagliati, si cambia dopo l’attentato di Nizza del 14 luglio. Anche se ufficialmente la volontà è dimostrare che la cultura non si uccide, che la Francia, come Parigi, non cede alla paura, diverse manifestazioni sono state annullate. L’anteprima – attesissima – del nuovo show dei comici Gad Elmaleh e Kev Adams, l’inaugurazione del Museo effimero del cinema a Cannes, il Nizza Jazz fe- stival, la stagione del Jazz Off di Antibes: hanno deciso tutti di rinunciare. La Prefettura ha da parte sua imposto di soprassedere ad alcune manifestazioni incompatibili con il prolungamento dello stato d’emergenza. A Parigi è stata per esempio annullata annullate la giornata dell’8 agosto degli Champs Elysées pedonali, da tempo e con gran pompa annunciata dal Municipio. Chiuso quest’anno con gran dolore degli habitués il Cinéma en plein air alla Villette o il festival “Cinema al chiaro di luna” organizzato dal Forum des Images. Resiste invece Paris Plage, la serie di manifestazioni che portano sulle rive della Senna sabbia, sdraio e sapore di sale: gli accessi saranno però protetti da barriere di cemento.

Nonostante tutte le dichiarazioni improntate al buonismo dei vari Renzi, Hollande, Merkel, la vera e propria guerra lanciata dal terrorismo di matrice islamica all’Occidente sta facendo cambiare le abitudini della gente, timorosa di trovarsi al centro delle iniziative scellerate e estemporanee di squilibrati e/o terroristi. Mentre Papa Francesco, anche di fronte all’orrendo spettacolo di un anziano prete inerme sgozzato in Francia da due sorvegliati speciali che avevano giurato fedeltà alla Jihad, ci informa che non si tratta di una guerra di religione, ma di una guerra economica. Stavolta il Pontefice, per motivi che sfuggono ai più, sembra proprio voler negare l’evidenza.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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