Vicaci reazioni degli interessati contro la militarizzazione del Corpo

Corpo Forestale dello Stato: i sindacati minacciano scioperi di protesta e ricorsi contro l’accorpamento con i Carabinieri

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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guardia forestale

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ROMA – Dopo l’approvazione del decreto e gli annunci (e i commenti) del premier Matteo Renzi e del ministro Maurizio Martina sono partite subito le bordate di protesta dei sindacati di settore, che minacciano manifestazioni e scioperi.

CGIL – Per prima è partita la Cgil: “Il Governo, nonostante la contrarietà di tutte le organizzazioni sindacali e di rappresentanza del comparto Sicurezza e Difesa, e nonostante la mancanza di un confronto sul testo, ha approvato il decreto che prevede l’accorpamento della Forestale nell’arma dei Carabinieri”. È quanto affermano la Cgil e la Fp Cgil che aggiungono di essere pronti ad organizzare uno “sciopero”.”È un fatto grave: si cancella nei fatti un Corpo cruciale nel contrasto e nella prevenzione delle violazioni dell’ambiente, privando così i cittadini stessi di una forza estremamente utile. Ma è anche grave perché, per questa via, si comporta la soppressione dei diritti civili e sindacali dei lavoratori e perché manca qualsiasi tutela del personale nel passaggio da una forza civile a un corpo militare”. Per la Cgil e la Fp Cgil “la partita per noi non si chiude qui. Il nostro impegno a tutela degli uomini e delle donne della Forestale, e del lavoro che questi svolgono a servizio dei cittadini, continua: agiremo tutte le strade possibili per contrastare questa scelta scellerata, sia legali sia mettendo in campo uno sciopero del Corpo forestale, stiamo infatti trattando per garantire i servizi minimi. Andremo avanti, con ancora più forza, a difesa dei diritti dei lavoratori e dei cittadini”.

UGL – Si è accodata subito l’Ugl. Il Segretario Generale dell’Unione Generale Lavoratori Corpo Forestale dello Stato Danilo Scipio minaccia ricorsi legali: «L’assorbimento del Corpo Forestale nell”Arma dei Carabinieri farà felici i delinquenti ed i politici incapaci, non comporterà razionalizzazioni né risparmi ed avrà solo effetti negativi per l”ambiente e per i cittadini. Ma a Renzi poco importa, l’importante è poter dire di aver fatto qualcosa, a prescindere se sia utile o meno. Disgustosi, umilianti e sgraditi i ringraziamenti del Ministro Maurizio Martina, completamente assente dal dibattito che ha distrutto il CFS e le aspirazioni di quelli che erano i suoi Uomini e le sue Donne, che non ha mosso un dito per evitare questo scempio. Nonostante il governo abbia approvato il provvedimento fuori sacco rispetto all”ordine del giorno previsto – prosegue Danilo Scipio – tipico di chi ha molto da nascondere, nessuno creda che ci siamo rassegnati: la parola fine, in questa vergognosa vicenda, la metteranno i giudici».

CISL – “Il provvedimento che dà il via libera all’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato con l’Arma dei Carabinieri è profondamente sbagliato oltre che inutile e dannoso in quanto rischia fortemente di disperdere le competenze della Forestale, ordine fondamentale per tutelare l’ambiente, l’agroalimentare, la sicurezza del territorio e quindi dei cittadini e del Paese tutto”. Lo dichiara in una nota, Pompeo Mannone, segretario generale della Fns Cisl, la Federazione della Sicurezza della Cisl, in merito al decreto approvato dal Cdm. “Con questo decreto finiscono in un grande calderone le competenze specifiche del Cfs e quelle dei Carabinieri, un caos da tempo annunciato. Non vi è, infatti, alcuna certezza che i servizi migliorino e viene completamente trascurata ogni forma di tutela e di salvaguardia dei diritti individuali e collettivi del personale del Cfs che militarizzato perde la sua connotazione di ordinamento civile. Dispiace che il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non abbia ascoltato le richieste del sindacato, fingendo di non sentire i numerosi inviti provenienti dalla società civile, dalle associazioni animaliste ed ambientaliste, dalla magistratura, ma anche da chi deve garantire l”ordine pubblico”, conclude la nota.

 

 

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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