Primo passo: la richiesta al sindaco

Unioni civili: approvati i formulari del Viminale, adesso si può procedere alle celebrazioni senza indugio

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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In un momento nel quale il Viminale è impegnato al massimo per fronteggiare il pericolo del terrorismo, i suoi uffici hanno trovato il tempo per elaborare e pubblicare a tempo di record i modelli che gli ufficiali di stato civile dei comuni (sindaci o loro delegati) dovranno utilizzare in fase di richiesta, costituzione, trascrizione, scioglimento del vincolo tra persone dello stesso sesso e relative annotazioni negli atti di nascita.

Il ministero guidato da Angelino Alfano per metterli a punto avrebbe avuto cinque giorni di tempo a decorrere dal giorno di entrata in vigore del dpcm «ponte» n.144/2016 con le istruzioni ai comuni per la tenuta dei registri delle unioni. E invece nello stesso giorno in cui il dpcm è andato in Gazzetta Ufficiale (n. 175 del 28 luglio), sono state approvate le 24 formule che si applicheranno fino all’entrata in vigore dei decreti legislativi attuativi della legge Cirinnà (legge n. 76/2016), la cui emanazione è prevista entro il 5 dicembre.

La più attesa, quella che costituisce le unioni civili (formula n. 4 del decreto) prevede solo che il sindaco (o un altro ufficiale dello stato civile) pronunci la seguente frase:
«Oggi…avanti a me…, ufficiale dello stato civile del Comune di… sono personalmente comparsi…e …, i quali – alla presenza dei due testimoni … e … – mi dichiarano quanto segue:
di avere formulato a questo ufficio, in data…, richiesta di rendere la dichiarazione costitutiva dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;
di confermare di non essere in alcuna delle condizioni di cui all’articolo 1, comma 4, della legge 20 maggio 2016 n, 76;
di essere consapevoli dei diritti, dei doveri e degli obblighi che derivano dalla costituzione dell’unione civile, ai sensi dei commi 11 e 12 dell’articolo 1 della legge n. 76/2016, di cui ho letto il contenuto;
di costituire, mediante la presente dichiarazione, l’unione civile tra di loro.
Il presente verbale, al quale allego il verbale della richiesta, viene letto ai dichiaranti i quali, insieme con me ed i testimoni, lo sottoscrivono».

Le formule sono contenute nel Decreto allegato

Formula per la richiesta. Il primo passo che due persone dello stesso sesso dovranno compiere per unirsi civilmente sarà la richiesta da inviare al sindaco o a un suo delegato. Nella quale dovranno dichiarare l’inesistenza di tutta una serie di cause ostative all’unione (precedenti matrimoni, infermità di mente, assenza di vincoli di parentela, assenza di condanne definitive per omicidio, consumato o tentato, nei confronti dell’ex coniuge).

Nella successiva formula di invito, l’ufficiale d’anagrafe inviterà le parti a comparire davanti all’ufficio per rendere la dichiarazione costitutiva dell’unione, facendo trascorrere almeno 15 giorni dalla richiesta per le opportune verifiche. Viene prevista una formula ad hoc nel caso in cui, pur in presenza di una causa ostativa, l’unione sia stata autorizzata con decreto del tribunale.

La formula n. 3 riguarda invece la richiesta di costituzione dell’unione fuori dalla casa comunale, una particolarità questa tipica dell’istituto introdotto dalla legge Cirinnà, perché nei matrimoni, in caso di impedimento di uno dei coniugi a recarsi nella casa comunale, si prevede la possibilità di delegare l’altro partner. Nelle unioni no. Sarà l’ufficiale di stato civile ad andare a domicilio per ricevere la dichiarazione. Costituzione dell’unione. Decorsi almeno 15 giorni dalla richiesta, le parti potranno tornare in comune nel giorno concordato per costituire l’unione.

Nella dichiarazione costitutiva, da leggere alla presenza di due testimoni, l’ufficiale di stato civile dovrà dare atto della conferma da parte delle parti di non versare in nessuna delle condizioni ostative. I futuri uniti civilmente dovranno dichiarare di essere consapevoli dei diritti, doveri ed obblighi che derivano dall’unione (commi 11 e 12 della legge Cirinnà) e confermare la propria volontà di costituire il vincolo.

Vi sono poi alcune dichiarazioni eventuali che l’ufficiale di stato civile dovrà verbalizzare nel caso in cui le parti scelgano il cognome comune da utilizzare per tutta la durata dell’unione e qualora optino per il regime patrimoniale di separazione dei beni in luogo della comunione. Il verbale dovrà essere letto alle parti che lo sottoscriveranno assieme ai testimoni.

Cambio di sesso. La formula n. 5 è invece dedicata al caso particolare dei coniugi, precedentemente uniti in matrimonio, che a seguito di cambio di sesso di uno dei due, non vogliano sciogliere il loro vincolo matrimoniale e farne cessare gli effetti civili. Potranno trasformare il matrimonio in unione civile con apposita dichiarazione.

Unioni costituite fuori dalla casa comunale e in pericolo di vita. Le formule nn. 7 e 8 sono invece dedicate all’ipotesi di costituzione dell’unione fuori dal municipio. Nella dichiarazione si dovrà rendere conto delle ragioni che impediscono a una delle due parti di recarsi in comune per costituire il vincolo e dovrà essere allegato un certificato a riprova dell’impedimento. In caso di imminente pericolo di vita, l’ufficiale di stato civile si trasferirà nell’abitazione, ospedale, clinica, istituto dove versa il soggetto ammalato ma capace di intendere e di volere. Non essendoci tempo per verificare l’inesistenza di cause ostative, saranno le parti, previo giuramento, a dichiarare che tra loro esistono i presupposti per costituire l’unione.

Scioglimento. Per sciogliere l’unione bisognerà prima rendere una dichiarazione in tal senso dinanzi all’ufficiale di stato civile e poi confermarla alla presenza dei rispettivi legali.

Queste le formalità da adempiere che i soggetti interessati dovranno attentamente seguire per rispettare le procedure indicate da questi primi decreti di esecuzione della legge Cirinnà, in attesa di una definizione più completa della materia. Il Governo si è impegnato alla spasimo per mettere in condizioni i comuni, che lo richiedevano, di soddisfare le richieste delle unioni civili, che si stanno ovviamente moltiplicando dopo l’approvazione della legge. Peccato che non sia stato, non sia e non sarà probabilmente altrettanto rapido a soddisfare altre esigenze fondamentali della collettività.

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Camillo Cipriani

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