Perplessità e proteste per una manovra spericolata

Economia: Renzi, pur di salvare banche e banchieri, mette le mani nelle casse previdenziali (e nelle tasche dei professionisti)

di Ezzelino da Montepulico - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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renzi padoan

ROMA – Il governo sta esercitando forti pressioni sulle casse previdenziali dei professionisti affinché queste partecipino con almeno 500 milioni di contributi pensionistici al fondo. «I banchieri del Pd hanno distrutto Mps, ma toccherà a infermieri, geometri, biologi, psicologi contribuire a salvarla mettendo in gioco la loro pensione». E’ quanto affermano i deputati Carlo Sibilia e Roberta Lombardi del Movimento 5 Stelle. Ma sul punto sono concordi anche altri esponenti dell’opposizione, come la Gelmini, Gasparri e Mandelli. «Tali casse – ricordano i due deputati – non sono ‘private’ come il governo vuole dare ad intendere: lo sono solo per autonomia gestionale, ma hanno una funzione chiaramente pubblica, come ha stabilito anche il Consiglio di Stato. E rientrano nel perimetro Istat delle pubbliche amministrazioni i cui conti vanno nel consolidato che lo Stato manda a Bruxelles ogni anno. Che cosa dirà l’Europa di fronte a questo? Configurerà degli aiuti di Stato illegittimi per il diritto dell’Unione Europea? O crederà all’operazione di mercato’?».

Ma non ci sono solo perplessità e proteste della politica, anche alcuni appartenenti alle categorie, fra le quali anche i giornalisti, che verrebbero in pratica espropriate dei loro fondi previdenziali cominciano timidamente a reagire e criticare le intenzioni di Renzi e del Governo. Un Governo che, attraverso l’Adepp, l’Associazione della Casse previdenziali delle professioni (e quindi anche attraverso l’INPGI), intende reperire almeno 500 milioni di euro con una sorta di prelievo forzoso, da riversare sul Fondo Atlante II, chiamato a investire nelle banche italiane, in particolare per salvare il Monte dei Paschi di Siena, impegnandosi nell’acquisto delle sofferenze delle banche italiane, pagandole fino al 32 per cento del valore originario.

Atlante II, secondo indiscrezioni che circolano negli ambienti finanziari, potrà contare fino a 6 miliardi di euro parte dei quali verranno dai sottoscrittori istituzionali, tra i quali alcune banche italiane, dalle assicurazioni, dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) ma anche dalla Casse previdenziali dei professionisti.

Gli unici ad opporsi, per ora, al prelievo forzoso sono stati i commercialisti. L’ Associazione nazionale commercialisti (Anc) ha apertamente contestato l’annunciato provvedimento, scrivendo una lettera ufficiale al premier e al ministro dell’economia Padoan per respingere il tentativo di mettere le mani nelle casse nel loro Ente previdenziale. Gli altri, compresi i giornalisti, restano ancora inerti, quasi inermi di fronte all’ineluttabile, deciso dalla divina creatura.

Il governo Renzi dunque persevera nella politica di sostenere il sistema bancario invece di soccorrere i cittadini truffati. Anche l’intervento delle casse previdenziali nel fondo Atlante II in sostanza costituisce un’illecita e ingiusta intromissione del Governo negli interessi di alcune categorie dei cittadini, che per questo dovrebbero organizzarsi e difendersi nelle sedi appropriate (Procura e tribunali amministrativi).

Già il Codacons insieme con centinaia di risparmiatori, Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Jesi, Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, e altri soci degli istituti di credito hanno presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro i provvedimenti governativi salva-banche. Che sarà deciso probabilmente a ottobre. La stessa strada potrebbe esere intrapresa da tutti gli interessati anche in questa occasione. Per cercare di spezzare l’asse Governo – Industria – Finanza – Banche che sta mandando in malora migliaia di cittadini e che presto, se non si pone rimedio, rischierà di creare disastri irreparabili per il Paese.

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