Le parole del Segretario Generale Franco Tissone

Terrorismo, Polizia: il sindacato Silp Cgil denuncia carenze delle Unità operative di primo intervento (Uopi)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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uopi

ROMA – Clamorosa denuncia del sindacato Silp Cgil: le Unità operative di primo intervento, istituite in molte Questure delle città più importanti, fra le quali Firenze, sarebbero carenti in organizzazione e mezzi.

Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, afferma che «l’ambizioso progetto di istituzione, nell’ambito delle Questure, delle Unità operative di primo intervento (Uopi) finalizzate a contrastare eventi di particolare criticità, come un attacco terroristico, necessita di un ‘tagliando’, altrimenti si rischia di comprometterne l’efficacia in un momento in cui, invece, queste squadre sono fondamentali per la sicurezza dei cittadini. La minaccia terroristica cresce ogni giorno – dice Tissone – e quotidianamente si registrano episodi, penso ai falsi allarme bomba, che dimostrano lo stato di ansia e agitazione della popolazione. Quando, nei mesi scorsi, sono state rese operative nelle Questure italiane queste unità antiterrorismo, ci si è ispirati sicuramente al modello delle Swat Usa. Ma ne abbiamo di strada fa fare per arrivare a quel livello».

«Per quel che riguarda le dotazioni strumentali – dichiara il segretario del Silp – è necessario implementare le forniture al pari delle omologhe unità istituite nell’ambito dell’Arma dei carabinieri e occorre valutare la possibilità di assegnare anche le dotazioni non utilizzate dei Nocs e del Reparto scorte del Viminale. Occorre poi un maggior coordinamento coi Nocs e una partecipazione costante delle Uopi alle esercitazioni antiterrorismo. Da questo punto di vista, pure l’addestramento va migliorato e implementato. Infine, ma non meno importante, occorre valutare una ricollocazione delle Uopi sul territorio in maniera più funzionale rispetto alle mutate e nuove esigenze di sicurezza. Non c’è più tempo da perdere — conclude Tissone -, altrimenti quella che era ed è una buona idea rischia di diventare solo fumo negli occhi senza essere in alcun modo di aiuto alle esigenze crescenti del delicato sistema sicurezza italiano».

Attendiamo fiduciosi la risposta (e la rassicurazione) del ministro Angelino Alfano e del Capo della Polizia Franco Gabrielli.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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