Il coordinatore artistico Conte tira le somme

Firenze: Maggio Musicale Fiorentino, bilancio positivo per la prima parte dell’estate 2016

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Un momento de «La traviata» in scena nel Cortile di Palazzo Pitti

Un momento de «La traviata» in stile «Dolce vita» andata in scena nel Cortile di Palazzo Pitti

FIRENZE – Con un concerto gratuito all’Opera di Firenze il 31 luglio, l’unico svoltosi in teatro dal 20 giugno in qua, deciso al penultimo momento, ma che ha comunque richiamato molto pubblico nonostante la giornata da bollino rosso in autostrada, il Maggio Musicale Fiorentino ha concluso la prima e più consistente fase della sua stagione estiva. Per la prima volta da parecchio tempo a questa parte ha fatto l’esperimento, direi molto positivo, di servirsi esclusivamente del Cortile di Palazzo Pitti (sporadicamente utilizzato anche nelle ultime estati) per 40 giorni, durante i quali c’è stato spettacolo quasi tutte le sere.

Tre le opere in cartellone, tutte del grande repertorio popolare: «L’elisir d’amore» di Gaetano Donizetti, in scena con 7 repliche dal 20 giugno al 26 luglio, «Il barbiere di Siviglia» di Gioacchino Rossini nel vecchio ma sempre efficace allestimento minimalista di Michieletto, con 6 repliche dal 23 giugno al 27 luglio, e «La traviata» di Giuseppe Verdi, con 10 repliche (ma per la Traviata non son mai abbastanza) dal 3 al 25 luglio. Inoltre quattro concerti, tutti i giovedì di luglio. Un totale di 29 alzate di sipario, se ce ne fosse stato uno, cui si aggiungono il concerto al festival di El Jem in Tunisia di parte dell’orchestra coi Solisti dell’Accademia del Maggio il 30 luglio e quello sopra menzionato all’Opera di Firenze il 31. Quest’anno il mese di ferie in agosto l’orchestra e il coro se lo sono sudato davvero.

Naturalmente c’è stato chi ha storto il naso, riesumando la vecchia citazione di Toscanini che diceva che all’aperto ci si gioca a bocce. Di sicuro, se si cerca l’acustica perfetta, sarà difficile trovarla en plein air, fra la brezzolina che scende da Boboli, qualche rumore esterno, l’umidità della sera che può mettere a repentaglio l’accordatura degli strumenti e la pulizia delle voci e via dicendo. Ma, a parer di chi scrive e non solo, una stagione estiva in un bel posto architettonicamente significativo (il cortile cinquecentesco dell’Ammannati) all’aperto in centro, anche se priva di grandi produzioni, è stata utile al rilancio del teatro, del quale a tanti fiorentini è ancora addirittura ignota la nuova sede. Solo in un posto del genere poteva verificarsi quello cui ho assistito di persona: un continuo accrescersi del flusso di spettatori (l’ultima replica della «Traviata» era esaurita già a fine pomeriggio), in buona parte turisti stranieri, ma anche fiorentini non propriamente habitués della stagione d’opera in teatro. La rappresentazione all’aperto in un luogo fortemente marcato dal punto di vista storico e artistico può essere un buon mezzo accessorio per allargare il potenziale pubblico invernale, oltre che per fare un po’ di “cassetta” nel contingente. D’altronde, una simile ambientazione induce all’indulgenza anche buona parte del pubblico che i passati fasti del Maggio avevano abituato ad allestimenti più prestigiosi. Si fa un po’ di tara all’inizio e poi ci si gode comunque la serata.

«Siamo molto felici degli esiti della stagione estiva a Palazzo Pitti», commenta il coordinatore artistico Pierangelo Conte, che aggiunge: «per il prossimo anno aumenteremo la nostra offerta culturale portando a quattro i titoli d’opera, aggiungendo una nuova produzione della Cenerentola di Rossini; i concerti diventeranno nove. L’esperienza in Tunisia è stata esaltante per l’Orchestra e i giovani professionisti dell’Accademia del Maggio, che si sono esibiti in un anfiteatro gremito da 3500 spettatori: desideravamo tanto portare un messaggio di pace e fratellanza attraverso la musica». E meno male che è andato tutto liscio, si può aggiungere, visto che il clima politico locale non si può dire che, anche nelle ore del concerto, fosse dei più distesi.

«Non vediamo l’ora che sia settembre», conclude Pierangelo Conte. «Il mese si aprirà con tre straordinari concerti con Martha Argerich [6 settembre], con Stefano Bollani e col Maestro Zubin Mehta, il quale nei concerti dell’8 e 10 settembre presenterà due programmi imperniati su Gustav Mahler» (l’ultimo concerto ha in programma la Terza sinfonia e vedrà impegnati anche il Coro e il Coro di voci bianche, oltre all’Orchestra del Maggio). Un finale di alto livello per la stagione estiva, purtroppo però già con lo sgradevole orario invernale (tutti i concerti di settembre iniziano alle 20).

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