La sensuale e misteriosa donna ammirata dal Vasari

Firenze: la Venere di Urbino di Tiziano dagli Uffizi alle Marche dopo quattro secoli. Dal 6 settembre al 18 dicembre 2016

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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La Venere di Urbino

La Venere di Urbino di Tiziano

FIRENZE – La Venere di Urbino di Tiziano  torna per la 1a volta nelle Marche  dopo quattro secoli. Commissionata da Guidobaldo II Della Rovere, duca di Camerino e futuro signore di Urbino e del Montefeltro, fu dipinta da Tiziano nel 1538 ed è custodita oggi nelle Galleria degli Uffizi.

Dal 6 settembre al 18 dicembre 2016, il famosissimo quadro sarà esposto a Palazzo Ducale di Urbino. La sensuale e misteriosa donna nuda fu vista da un ammirato Giorgio Vasari nella guardaroba dei duchi nel 1548 e, dopo un passaggio all’Imperiale di Pesaro dove il capolavoro risultava presente nell’inventario del 1624, giunse a Firenze, insieme a centinaia di altre opere di inestimabile valore, con l’ultima discendente della dinastia della Rovere, Vittoria, che nel 1637 sposò Ferdinando II de’ Medici.

Già nel 1654-55 la celebre Venere si trovava esposta nella Villa di Poggio Imperiale, residenza suburbana di Vittoria della Rovere, e nel 1736 figurava nel patrimonio della Galleria degli Uffizi.  Oltre che nella sede museale fiorentina, negli ultimi 13 anni il grande dipinto su tela (dal messaggio erotico e simbolico assai complesso) è stato ammirato anche nel Museo del Prado di Madrid, nel Palais des Beaux Arts di Bruxelles, nella National Gallery of Western Art di Tokyo e nel Palazzo Ducale di Venezia, ma non era mai tornato a Urbino, dove quasi mezzo millennio fa iniziò la sua storia.

Il prestito si inquadra nelle strategie della “riforma Franceschini” del Mibact di valorizzare il territorio per mezzo dei grandi musei autonomi. «La Venere di Urbino di Tiziano, un’icona di bellezza celebre in tutto il mondo, torna per la prima volta ‘a casa’, nelle stanze del Palazzo Ducale di Urbino per cui fu commissionata – afferma Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi –. Potremo dunque ammirarla e studiarla nel suggestivo contesto d’origine, dove si congiungerà ad altri capolavori strepitosi rinascimentali, come i dipinti di Piero della Francesca, la Città Ideale, lo Studiolo intarsiato di Federico da Montefeltro, e tanti altri capolavori che testimoniano lo splendore della famiglia urbinate».  “Le proficue cooperazioni tra i musei statali dotati di autonomia sono uno dei punti centrali della riforma museale del Mibact.

Aggiunge Peter Aufreiter, Direttore della Galleria Nazionale delle Marche e del Polo Museale delle Marche: «Con il temporaneo ritorno a casa della Venere di Urbino se ne realizzerà un esempio straordinario e, direi anche, sensazionale. La presentazione dell’opera celeberrima nel suo contesto originale non sarà solo un evento per cui saranno grati gli urbinati, ma anche tutti i numerosi turisti che amano visitare le Marche in autunno, nell’ottica di rilancio del prestigioso patrimonio italiano».

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