Si accende il dibattito politico

Referendum costituzionale: sale la tensione fra minoranza Dem e Pd. Il M5s lancia la sua campagna per il No

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

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renziROMA – Mentre è atteso per oggi il via libera della Corte di Cassazione al referendum costituzionale, torna a salire la tensione all’interno del Pd. Il leader della minoranza Dem Roberto Speranza ha lanciato un ultimatum al premier e segretario Matteo Renzi sul referendum. “Senza una vera svolta sulla legge elettorale – ha detto – il giudizio complessivo finirebbe per essere negativo. E quindi non potrei votare sì”. Dunque la condizione della sinistra Pd è avviare, subito, il cambiamento dell’Italicum. “Il nostro Mattarellum 2.0 – ha rivendicato Speranza – evita un Parlamento di nominati e limita il premio di maggioranza. Immaginare che dopo Renzi ci sia il burrone è sbagliato. Dopo di lui non c’è il diluvio”. Sulla stessa linea di Speranza il senatore Miguel Gotor che, via Twitter, avverte: “O il Parlamento cambia Italicum o lo cambieremo con i cittadini votando no al #referendone”.

PD – La risposta è affidata ai vicesegretari del Pd. Sulla modifica della legge elettorale non ci sarà “nessun tabù” ma “un’iniziativa del Pd e del governo c’è già stata e si chiama Italicum”, afferma Debora Serracchiani. “Nel Pd il diritto al dissenso è garantito, ma non si può chiederci di avere un atteggiamento neutrale sul referendum. Il Pd è schierato per il sì a una riforma voluta, costruita, votata per cambiare in meglio l’architettura istituzionale del Paese”, aggiunge Lorenzo Guerini, ribadendo che comunque i parlamentari che si schierano per il no non saranno sanzionati.

TOSCANA – Scende in campo a difendere il premier anche il renziano deputato e segretario toscano Dario Parrini, che parla di “pretestuosità eclatante” delle tesi di una minoranza che si comporta da “partito d’opposizione”, mentre il capogruppo alla Camera Ettore Rosato definisce un “suicidio politico, solo per fare un dispetto a Renzi, votare no”. Ma l’aspirante segretario Pd, il governatore toscano Enrico Rossi, nutre qualche perplessità: “Bisognerà riformare l”Italicum, non è bene che ci sia troppa concentrazione di poteri nelle mani del premier, ma è anche necessario che alla fine delle elezioni si sappia chi ha vinto. La Costituzione va comunque riformata – ha proseguito Rossi – e d’altronde questa legislatura, sotto la spinta dell’ex presidente Napolitano, è nata proprio per fare riforme attese ormai da oltre 30 anni. Alla riforma della Costituzione dovranno seguire regolamenti e leggi, che saranno molto importanti e rispetto ai quali occorrerà aprire una discussione all”interno del Pd.”

M5S – “Mentre gli esponenti della Casta se ne andranno in vacanza per quasi un mese e mezzo, noi saremo accanto ai cittadini e porteremo avanti, in tutte le piazze d’Italia, attraverso una campagna denominata ”#iodicono Costituzione coast to coast”, le ragioni per votare no al referendum costituzionale d”autunno”. Lo annuncia il Movimento 5 Stelle con un post sul blog di Beppe Grillo. Ad agosto i parlamentari M5s saranno nelle piazze per promuovere il No alla consultazione e, a supporto della campagna, è da oggi on-line – si legge nel post – il sito www.iodicono.it, con materiale e calendario delle iniziative M5s per il No. La campagna M5s, viene spiegato, culminerà “il 24 e 25 settembre a Palermo, con Italia 5 Stelle, dove ci vedremo tutti insieme per ribadire le ragioni del no al referendum, per informarvi di tutti i nostri risultati e le battaglie vinte nell”ultimo anno in Parlamento e per tante altre sorprese”.

Iniziative verranno messe in campo anche dalle altre opposizioni, centrodestra e sinistra, per sostenere le ragioni del No, finora abbastanza oscurate dalla Rai e dalla grande stampa. La battaglia per la campagna referendaria è solo all’inizio.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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