Le reazioni dei sindacati

Scuola: il sottosegretario Faraone dà fuoco alle polveri, trasferimenti perfettamente regolari, non si cambia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Il Ministero dell'Istruzione

Il Ministero dell’Istruzione

ROMA – Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone se n’è uscito con una dichiarazione ai mass media che rischia di arroventare il clima già incandescente della scuola. L’esponente governativo, dando prova di scarso senso dell’opportunità e sfidando le ire di professori già furibondi per le note vicende, ha dichiarato:  «Abbiamo grande comprensione per chi deve trasferirsi lontano da casa, ma faccio presente che si tratta di un 10-15 per cento degli assunti, una percentuale assolutamente fisiologica. Stiamo assumendo 180 mila persone: è normale che qualcuno debba spostarsi, ma la differenza col passato è che prima si emigrava con un contratto precario, ora con un contratto a tempo indeterminato. Trovo irrispettoso parlare di esodo o deportazione in questa situazione: chiedo un po’ più di rispetto verso i tanti ragazzi che in altri campi, dal Mezzogiorno, sono costretti a emigrare e senza nemmeno una garanzia di assunzione. Stiamo già lavorando per cercare di ridurre il numero e eventualmente il periodo di tempo fuori. Il numero di chi dovrà trasferirsi calerà con le assegnazioni provvisorie che usciranno nei prossimi giorni. Nella prossima legge di stabilità introdurremo un provvedimento per trasformare l’organico di fatto in organico di diritto. E già dal prossimo anno scolastico potenzieremo il tempo pieno anche a Sud: un modo per andare incontro alle esigenze dei bambini, creando anche occupazione. Ma per alcune misure abbiamo bisogno di tempo».

Quanto all’utilizzo del famoso algoritmo per i trasferimenti ha aggiunto: «L’ho già detto ai sindacati: se ci sono stati errori puntuali, segnalateli, li correggeremo. Abbiamo fatto un’operazione che coinvolge centinaia di migliaia di persone, ci può stare qualche errore marginale. L’algoritmo tuttavia non può essere motivo di discussione. Ci sono società informatiche che forniscono strumenti di questo tipo: se c’è stato qualche errore tecnico, ripeto, lo correggeremo, cominciando da subito a intervenire, ma non modificheremo le regole.»

GILDA – Non si sono fatte attendere le reazioni dei sindacati. La Gilda degli insegnanti osserva che i dirigenti scolastici stanno già assegnando alle scuole coloro che sono stati trasferiti nell’ambito, per cui le migliaia di docenti già vittime degli errori del sistema saranno collocati presumibilmente nelle sedi scolastiche più disagiate (quelle che rimarranno) con grave lesione del propri diritti. «Per questo motivo – afferma Rino Di Meglio – si chiede di sospendere l’iter della chiamata diretta e si suggerisce all’Amministrazione di procedere, come fanno in genere tutte le amministrazioni pubbliche in caso di errori, con l’istituto dell’autotutela, che prevede: l’istanza dell’interessato, l’esame dell’Amministrazione e, qualora la richiesta fosse fondata, l’accoglimento per le vie brevi».

AGNESE – Le inopportune dichiarazioni del sottosegretario e la situazione denunciata, sulla stampa e sul web, da moltissimi docenti, che hanno protestato in alcune città del sud contro i trasferimenti, rischiano di surriscaldare il clima e di creare un agosto bollente nel mondo della scuola. Tanto più che molti, forse ingiustamente, sospettano che nella vicenda dei trasferimenti ci siano stati favoritismi. Un articolo di Firenzepost, risalente all’anno scorso, aveva dato notizia dell’assegnazione della cattedra a Pontassieve alla professoressa Agnese Landini, moglie del premier Matteo Renzi. Ebbene, già in passato l’articolo era stato molto cliccato, ed erano stati aggiunti dai lettori molti commenti, alcuni pungenti; ma ora che è scoppiata la questione dei trasferimenti le visite si sono moltiplicate, e i commenti plaudono all’intelligenza dell’algoritmo, che in quel caso ha azzeccato la collocazione ideale, pur rilevando come nel caso di altri docenti, anche con anzianità superiore, la soluzione non sia apparsa altrettanto geniale.

PREMIER – Personalmente siamo convinti che l’assegnazione della signora Renzi sia stata perfettamente regolare; però tutto il rumore che si sta facendo sul suo caso è indice non solo della delicatezza della questione, ma anche delle reazioni negative che il protagonismo esasperato del boy scout fiorentino sta provocando in gran parte dell’opinione pubblica. Questa volta c’è andata di mezzo la signora Agnese. Ma Renzi dovrebbe riflettere: al referendum voteranno in massa anche i professori, gli statali, i cattolici, i pensionati, il ceto medio, i forestali, le Forze dell’ordine. Tutte categorie in un modo o nell’altro sacrificate o dimenticate da Renzi. I voti della politica clientelare, della finanza e dell’industria, di chi sostiene il governo dell’ex rottamatore, potrebbero non bastare per la vittoria del Sì.

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Camillo Cipriani

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