Per Renzi l'esito della consultazione di novembre resta essenziale

Economia: crescita ferma e debito record. Opposizioni: governo corra ai ripari, non pensi solo al referendum

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Renzi-Padoan

ROMA – La variazione acquisita per il 2016 del Pil italiano è pari a +0,6%. Lo rende noto l’Istat diffondendo la stima preliminare del Pil nel secondo trimestre dell’anno. La crescita acquisita è la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno. Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Il secondo trimestre del 2016 – precisa l’Istat – ha avuto una giornata lavorativa in più del trimestre precedente e una in più rispetto al secondo trimestre 2015.

In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,2% nel Regno Unito, dell’1,4% in Francia e dell’1,2% negli Stati Uniti. Nel complesso, secondo la stima diffusa il 29 luglio scorso, il Pil dei paesi dell’area Euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015.

Bankitalia: nuovo record debito giugno,2.248 miliardi  – Nuovo record del debito pubblico. A giugno, rileva Bankitalia, il debito delle amministrazioni pubbliche si è attestato a 2.248,8 miliardi, in aumento di 70 mld rispetto a maggio. Nei primi 6 mesi il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 77,2 mld. L’incremento riflette il fabbisogno (24,8 mld) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (56,8 mld). Gli effetti dell’ emissione di titoli sopra la pari, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio euro hanno ridotto il debito per 4,4 mld.

Le opposizioni, dal M5s a Forza Italia, rilevano le difficoltà del Governo e chiedono maggior attenzione ai temi economici, senza che vengano sprecate inutilmente energie per seguire le tematiche politiche che interessano il premier o i contrasti interno al Pd.

Sono dati ufficiali che dovrebbero far riflettere il governo, Renzi e Padoan in particolare. Ma il premier è impegnatissimo a rintuzzare gli attacchi della minoranza dem e delle opposizioni, a distogliere l’attenzione dai fattori negativi, questi sì decisivi, che riguardano banche ed economia, per stornare l’interesse della gente sulle questioni che interessano solo la politica, come appunto il referendum, dal cui esito lui stesso imprudentemente ha asserito di far dipendere addirittura la sua permanenza a Palazzo Chigi, facendo poi precipitosamente marcia indietro. Ma gli italiani al mare o in montagna (quelli che possono permetterselo, visto che la situazione economica non migliora) sono attirati forse più dalle polemiche estive sollevate dalla pubblicazione della vignetta, di dubbio gusto, sulle cos(c)e della Boschi.

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Camillo Cipriani

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