Scoperte nelle strade di Sirte

Terrorismo: dalla Libia nuove minacce dell’isis a Roma. Scritte inquietanti sui muri

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Politica

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SIRTE (Libia) – La battaglia per la conquista della città, ormai allo stremo, è alla sua conclusione. L’Isis a Sirte è «al collasso», «accerchiato» e «non può più fuggire né per mare né per terra, tutte le vie di fuga sono chiuse». Ma nella parte di città abbandonata dagli jihadisti sono state trovate sui muri inquietanti scritte del passato: «Questo è il porto marittimo dello Stato islamico, il punto di partenza verso Roma… con il permesso di dio».

Un messaggio agghiacciante, impresso in nero a caratteri cubitali per intimidire l’Italia e invogliare i militanti a nuove azioni terroristiche. Lo hanno fotografato i miliziani che procedono nell’avanzata eliminando da strade e palazzi le bombe trappola. Anche se si tratta di una scritta datata, è la testimonianza reale della verità di quanto asserito dal procuratore nazionale antimafia, Roberti: i terroristi dell’Isis arrivano anche a bordo dei barconi. Realtà per molto tempo negata anche dal governo e dallo schieramento dei buonisti nostrani. Per fortuna magistratura e forze dell’ordine fanno buona guardia e non sottovalutano nessun segnale.

Quanto alla situazione locale oramai «Daesh si è ridotto sensibilmente ed è al collasso, non può più fuggire». Per oltre un anno l’Isis ha dettato legge a Sirte, imponendo divieti, giustiziando barbaramente i trasgressori in base alla legge islamica, con un’interpretazione della sharia che però è respinta dalla stragrande maggioranza del mondo musulmano. La gran parte dei civili ha già lasciato la città e le infrastrutture sono in stato di totale abbandono.

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Camillo Cipriani

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