Prima udienza il 3 novembre

Capalbio: due ricorsi al Tar dei cittadini contro l’arrivo dei 50 immigrati. Botta e risposta fra Enrico Rossi e il sindaco Bellumori

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, Politica

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La spiaggia di Capalbio

La spiaggia di Capalbio

GROSSETO – Sarebbero  due i ricorsi  presentati al Tribunale amministrativo da parte degli abitanti del centro storico di Capalbio che dovrebbe ospitare una cinquantina di immigrati. La popolazione, composta in buona parte da radical chic di sinistra, non accetta la decisione del prefetto di Grosseto. E si ribella a colpi di carta bollata.  Lo stesso sindaco Pd, Luigi Bellumori afferma: «La prima udienza è fissata al 3 novembre e dubito che prima di allora la prefettura possa prendere qualche decisione. Non siamo affatto contro l’accoglienza».

Il governatore della Toscana Enrico Rossi aveva fatto un post sulla questione che aveva fatto irritare, come sottolinea Repubblica, il sindaco: «Si ma ci siamo spiegati poi per telefono, tutto chiarito». Il governatore era andato giù duro:  «A Capalbio nobili ambientalisti, boiardi di Stato e intellettuali ex comunisti non vogliono i profughi, non vogliono la strada, non vogliono nulla, perché le loro vacanze non possono essere disturbate. È una posizione che non condivido e contro cui mi batto: si può conciliare ambiente e sviluppo, tutela del paesaggio e sensibilità sociale».

Il sindaco risponde così: «Questa non è accoglienza – prosegue Bellumori – è ghettizzazione. Non è integrazione calare 50 migranti in un borgo di 130 residenti. Perché Capalbio è sì, molto più esteso perché ha frazioni e ville sparse, ma qui si parla del centro medievale. Macché razzismo, Capalbio ha accolto i braccianti del Sud negli Anni ’50, e i migranti dell’Est negli Anni ’90». Infine il primo cittadino chiede un tavolo con le istituzioni: «Convocheremo un tavolo con prefettura e Regione, sono convinto che troveremo una soluzione. Noi non diciamo no agli immigrati, diciamo no a 50 in quel posto, siamo disposti ad accoglierne una quindicina».

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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