Lettera aperta al ministro dell'Interno

Capalbio, il sindaco Bellumori scrive ad Alfano: «No all’arrivo dei 50 migranti anche perché manca la sicurezza»

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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La spiaggia di Capalbio

La spiaggia di Capalbio

CAPALBIO – Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio ha scritto al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per motivare il no all’accoglienza di 50 migranti in un resort a 5 Stelle frequentato da vip, soprattutto della sinistra italiana.  La lettera dice: «La Prefettura di Grosseto ha determinato che il contingente per i Comuni della Provincia è fissato per popolazione abitante e che per i comuni con  popolazione tra i 3.000 e 5.000 abitanti tale contingente è pari a 50. Scaduti i termini della gara – scrive Bellumori – risultavano tra i partecipanti anche la Tre Fontane-Senis Hospes che ha offerto per l”assistenza temporanea a cittadini stranieri immigrati unità abitative poste a Capalbio in località Poggio del Leccio – condominio residenziale costruito tra il 2006 ed il 2010 composto di villette monofamiliari finemente arredate su due piani immerse nel verde di olivi secolari e poste nell’altura di un poggio con vista mare ad un centinaio di metri dal Borgo».

Secondo il sindaco si tratterebbe di un notevole numero di persone (50) concentrate, ghettizzate e non accolte all”interno di tre villette con la funzione di case vacanza, senza alcuna prospettiva di lavoro. La sicurezza non potrà certo essere garantita dal corpo della Polizia Municipale del Comune che conta un’unità a tempo indeterminato e due unità a tempo determinato (vigili estivi) con il sindaco che ha la posizione organizzativa di Comandante.

Problemi anche sull”integrazione. Secondo il sindaco: «Si hanno forti perplessità che una comunità possa accettare con facilità il fatto che per un cittadino di Capalbio viene speso 31,28 euro l”anno in spesa sociale e qui per i richiedenti asilo 32,50 euro giorno. Altra difficoltà nasce dal fatto che la contribuzione solidale del Comune  in termini di risorse ammonta a circa 1,2 milioni di euro annui che vanno al noto fondo di solidarietà per comuni in dissesto e/o i ministeri di Roma: i cittadini mal comprendono che da una parte vengono tolte loro le risorse per acquisto beni e servizi senza poter far nulla così come nulla è possibile mediare circa l”allocazione di un contingente di rifugiati politici o meglio di un contingente di immigrati in attesa che la Commissione di Firenze nel periodo ormai di due anni, ne valuti il futuro status. Vorrei ribadire qui – prosegue la lettera ad Alfano -, a scanso di equivoci, e anche per rispondere a chi ha voluto presentare la posizione del sindaco e del Comune di chiusura all’arrivo dei migranti, che il nostro comune non si è mai mostrato insensibile all”accoglienza. Risiede, ad esempio, da tempo nel suo territorio una comunità di genti dell”est
europeo perfettamente integrata nel tessuto sociale del comune. Anche in questo caso siamo quindi disposti – come sempre, e con l’alto senso di civismo che la popolazione capalbiese ha sempre  mostrato – all”accoglienza e alla solidarietà, e che le nostre perplessità sono tutte sulle modalità che hanno accompagnato l”operazione. A partire dalla assoluta e incomprensibile  riservatezza delle sue fasi preliminari, per terminare con il divieto al sindaco di accedere agli atti che hanno concluso l’iter, ed in tal senso si è in attesa di ricevere i dovuti riscontri dal Ministero degli Interni. Per questo abbiamo sempre sostenuto il criterio di una maggiore trasparenza. Pensiamo che sia giusto che ci sia una distribuzione razionale e sostenibile dei migranti in tutti i comuni senza alcuna distinzione, e che l’eccessivo e, per noi, ingovernabile numero attribuito a Capalbio sia il risultato della non partecipazione di molti comuni alla accoglienza. Riteniamo – chiude Bellumori – con  ferma determinazione che la politica in questi casi deve avere un ruolo di mediazione ad ogni livello. La politica non può abdicare sempre ad un interesse maggiore. Ecco perché rimango in
attesa che la Prefettura di Grosseto acconsenta al Comune di Capalbio l’accesso agli atti della procedura di gara».

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