Il fascicolo inviato per competenza a Milano

Monte dei Paschi di Siena: Profumo e Viola indagati dalla Procura. L’accusa: falso in bilancio e manipolazione di mercato

di Redazione - - Primo piano

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Giorni caldi questi per la Fondazione del Monte dei PaschiSIENA – Nuova pagina nella tribolata storia del Monte dei Paschi. La procura di Siena ha aperto un fascicolo e ha indagato, per falso in bilancio e manipolazione di mercato, l’ex presidente di Banca Mps, Alessandro Profumo e l’ad Fabrizio Viola. Il fascicolo, però, è già stato inviato alla procura di Milano per ‘competenza’. La notizia viene confermata da ambienti vicini alla banca dove si sottolinea si tratta “di un atto dovuto”. Il riferimento è all’esposto che uno dei soci avrebbe presentato alla procura senese dopo l’ultima assemblea dello scorso aprile.

Le indagini sono iniziate lo scorso anno dopo alcuni esposti presenti in procura. “A fronte della ricezione di un esposto la magistratura, fa sapere la banca senese- è tenuta all’apertura di un fascicolo e
l’iscrizione dei soggetti sottoposti a indagine è un atto dovuto. La stessa procura di Milano ha già avuto modo di sottolineare come il nuovo management della banca abbia contribuito a far luce sulle
responsabilità di chi ha effettivamente dato vita a tali operazioni”.

Nessun dubbio, dunque, da parte della banca sull’operato di Viola e Profumo la cui posizione riflette quella di Rocca Salimbeni. L’iscrizione nel registro degli indagati, dopo l’invio dell’esposto, è per la banca senese “un atto dovuto da parte dei magistrati”. La procura di Milano ha 18 mesi per decidere se archiviare o procedere nei confronti dell’attuale amministratore delegato e dell’ex presidente. I magistrati milanesi già da tempo indagano su un altro filone di indagine che coinvolge gli ex vertici di Mps e vede al centro le operazioni finanziarie – i derivati Santorini, Alexandria, Chianti
Classico e il prestito ibrido Fresh 2008 -, realizzate per l’operazione Antonveneta. In quel caso, a dire della procura, nelle situazioni contabili “comprese tra il bilancio al 31 dicembre 2008 e
la relazione trimestrale al 30 settembre 2012”, sono stati esposte delle voci – risultato d’esercizio di gruppo, patrimonio netto di  gruppo, patrimonio di vigilanza e capitalizzazione di mercato – che in
modo diverso risultano, a dire degli inquirenti “difformi dal vero”.

Nell’attuale filone di indagine torna al centro dell’attenzione dei magistrati l’operazione finanziaria Alexandria e i possibili risvolti anche sui più recenti bilanci. Un tema già affrontato il 14 aprile
scorso quando l’assemblea degli azionisti di Mps respinge con il  99,99% del capitale sociale la richiesta di azione di responsabilità nei confronti dell’ex presidente Profumo e dell’amministratore
delegato Viola che era stata avanzata dai soci Giuseppe Bivona e Paolo Emilio Falaschi. Per i due azionisti, i bilanci approvati negli ultimianni non sarebbero stati corretti, in particolare per una
contabilizzazione errata proprio del derivato Alexandria. Cifre che in parte, a loro modo di vedere, hanno cambiato la storia dell’istituto  costretto, in poco tempo, a due aumenti di capitale.

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