Reazioni contrastanti dei primi cittadini

Migranti: i sindaci contro la proposta di Morcone di far lavorare i profughi, pagandoli

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – La proposta del prefetto Morcone di affidare ai profughi lavori utili per le città fa storcere il naso a più di un sindaco. Addirittura c’è chi, come Fabio Bergamini, primo cittadino leghista di Bondeno (Fe), ha fatto cancellare dall’albo pretorio del Comune gli avvisi per organizzare l’accoglienza ai profughi. Semaforo rosso anche dal sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani (anch’egli di centrodestra), che ha fatto sapere che da ora in poi dirà “basta, basta e ancora basta” all”arrivo di nuovi profughi. E anche dalle parti del centrosinistra non si scherza, visto che in giornata Achille Variati, sindaco di Vicenza nonché presidente dell”Unione delle Province d’Italia, ha richiamato l”attenzione alla “massima severità” nei confronti di chi chiede “la protezione umanitaria ma viene sorpreso a delinquere”, posizione in verità già espressa da gran parte dei primi cittadini italiani.

ANCI – Più istituzionale l’intervento del presidente dell’Anci Piero Fassino (in realtà non è più sindaco), che ha ricordato come “la necessità e l’urgenza di queste misure, come l’utilizzo in lavori socialmente utili, è confermata dal fatto che là dove i Comuni hanno cominciato a sperimentarne alcune il fenomeno profughi è risultato gestito in modo più sicuro e più condiviso dall’opinione pubblica”.

BONDENO – Proprio dal sindaco di Bondeno, dunque – che oggi ha ordinato agli uffici di cancellare dall”albo pretorio del Comune l”avviso di manifestazione di interesse che la prefettura di Ferrara ha inoltrato – “è partita l”operazione-dissenso”. Lo scopo, ha chiarito Bergamini, è difendere i diritti degli sfollati dal sisma del 2012: “vogliamo impedire allo Stato di spezzare il legame di solidarietà tra terremotati e Amministrazione”. Con tanto di ”invito” forte ai suoi concittadini: “per quanto mi riguarda – ha tuonato – chiunque dovesse affidare, dietro compenso, propri locali all”accoglienza dei clandestini sarà giudicato, e trattato, alla stregua di un traditore della nostra comunità”.

PORDENONE – La protesta del sindaco di Pordenone, Ciriani, è scattata sull’ipotesi del raddoppio del numero dei profughi da allocare, entro la primavera, all’interno di una delle caserme della città. Per questo ha annunciato che chiederà al prefetto un incontro, che sarà un primo step per “negoziare con il Ministero dell’Interno e con gli altri sindaci la redistribuzione di richiedenti asilo sul territorio provinciale, così da alleggerire il capoluogo”.

VICENZA – Il tema dell’ordine pubblico pare invece essere alla base delle preoccupazioni del primo cittadino di Vicenza Achille Variati: “è positivo che il Governo pensi al coinvolgimento nel lavoro volontario dei richiedenti asilo al servizio delle città, come da tempo avviene anche a Vicenza, ma – puntualizza – se da una parte è doverosa l’accoglienza per chi fugge da guerre e persecuzioni, dall’altra è necessaria la massima severità verso chi chiede la protezione umanitaria ma viene sorpreso a delinquere”. In ogni caso Variati ha dimostrato di apprezzare la proposta di Morcone sugli lsu, non a caso ha ricordato come nella città sia attivo ormai da un anno un progetto che ha coinvolto circa 250 richiedenti asilo.

CISL – Sul tema interviene anche la Cisl: “Vogliamo capire meglio e nei dettagli la proposta del prefetto Morcone. Abbiamo sempre ritenuto necessario la partecipazione dei profughi in attività sociali che diano senso alla loro presenza e che mirino all’integrazione ed alla convivenza civile”. E’ quanto sottolinea Mohamed Sady presidente dell’Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere) Cisl. “Il progetto esposto dal Prefetto Morcone in effetti non è una novità. Si tratta di una iniziativa già intrapresa da vari comuni e regioni con le associazioni di volontariato senza nessun forma di obbligatorietà che ha avuto come obbiettivo facilitare l’integrazione sociale e dare opportunità ai richiedenti asilo di costruirsi la propria autonomia economica con degli incentivi economici previsti per attività sociali nell’ambito di progetti mirati. Vedremo come si evolverà la cosa. L’importante è che qualunque proposta non debba sfociare in sfruttamento lavorativo e non diventi oggetto di un dibattito sterile”.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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