Semplificate procedure e aumentato il numero dei comuni

Profughi: potenziato il sistema Sprar per l’accoglienza nei comuni italiani. Per far fronte all’invasione

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Le recenti polemiche sull’accoglienza dei rifugiati hanno riproposto non soltanto il problema degli ingenti fondi destinati alla loro accoglienza, che molti vorrebbero piuttosto utilizzare per alleviare le situazioni difficili dei cittadini italiani, ma anche la necessità di migliorare il sistema di accoglienza, che in qualche caso ha dimostrato pecche e soprattutto ritardi nelle decisioni e nei procedimenti burocratici.

Pochi conoscono come funziona il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Cerchiamo dunque di spiegare i principi fondamentali del meccanismo.

Per garantire la migliore distribuzione e il minore impatto derivante dalla presenza di migranti , a livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Caratteristiche principali: Le caratteristiche principali del Sistema di protezione sono:

– il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione e degli enti politicamente responsabili dell’accoglienza, Ministero dell’Interno ed enti locali, secondo una logica di governance multilivello;
– la volontarietà degli enti locali nella partecipazione alla rete dei progetti di accoglienza;
– il decentramento degli interventi di “accoglienza integrata”;
– le sinergie avviate sul territorio con i cosiddetti “enti gestori”, soggetti del terzo settore che contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione degli interventi;
– la promozione e lo sviluppo di reti locali, con il coinvolgimento di tutti gli attori e gli interlocutori privilegiati per la riuscita delle misure di accoglienza, protezione, integrazione in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Progetti territoriali – I progetti territoriali dello SPRAR sono caratterizzati da un protagonismo attivo, condiviso da grandi città e da piccoli centri, da aree metropolitane e da cittadine di provincia. A differenza del panorama europeo in Italia la realizzazione di progetti SPRAR di dimensioni medio-piccole – ideati e attuati a livello locale, con la diretta partecipazione degli attori presenti sul territorio – dovrebbe contribuire a costruire e a rafforzare una cultura dell’accoglienza presso le comunità cittadine e favorire la continuità dei percorsi di inserimento socio-economico dei beneficiari. Gli arrivi in massa degli immigrati in questi ultimi anni hanno rallentato l’esecuzione e l’allargamento di questo progetto, costringendo le autorità locali (sindaci e prefetti) a rincorrere l’emergenza.

Decreto – Per ovviare a questa situazione un recente decreto, approvato in sede di Conferenza unificata il 3 agosto, ha innovato, rendendole più confacenti alla vera e propria invasione in atto, modalità e procedure per il nuovo funzionamento dello SPRAR, a partire dai contenuti dell’Intesa tra governo, regioni ed enti locali del 10 luglio 2014 al fine di di attuare un sistema unico di accoglienza dei richiedenti e titolari di protezione internazionale attraverso l’ampliamento della rete SPRAR.

Il provvedimento favorisce la stabilizzazione dei progetti SPRAR già attivi e lo snellimento delle procedure di accesso alla rete per nuovi enti locali che intendano farvi ingresso, permettendo di superare l’attuale rigidità imposta dalla periodicità di pubblicazione dei bandi di adesione e optando per una gestione “a liste sempre aperte”, così da accogliere le domande degli Enti locali senza più vincoli temporali ma solo in base alla disponibilità delle risorse. Ciò al fine di stimolare una costante progettualità coinvolgendo tutti i soggetti qualificati attivi nel settore attraverso il coordinamento dei comuni.

In particolare, il decreto introduce:

1. una procedura per la presentazione delle domande di prosecuzione riferita a tutti gli enti locali che hanno in corso una progettualità in fase di conclusione. L’ente locale potrà presentare una domanda di prosecuzione per ciascuna tipologia di servizi di cui è titolare. La prosecuzione avrà durata triennale e al termine di ogni triennio potrà essere nuovamente riformulata domanda di prosecuzione.

2. una procedura per la presentazione delle domande di accesso al Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo riferita a tutti gli enti locali che presentano una nuova progettualità triennale. Le domande di nuovo ingresso potranno essere presentate con continuità e valutate con decorrenza di due volte l’anno. Gli enti locali che sono ammessi in graduatoria, ma non finanziabili per insufficienza di risorse, avranno accesso al fondo prioritariamente rispetto alla graduatoria del semestre successivo.

3. caratteristiche comuni a entrambe le procedure.  Saranno previste due decorrenze annuali di conferma sia per le graduatorie dei nuovi progetti che per la prosecuzione dei servizi già attivi e il cofinanziamento minimo al 5% per tutti gli enti locali.

Anci e servizio centrale dello Sprar, in collaborazione con la fondazione Cittalia, hanno predisposto un articolato piano di comunicazione e una serie di attività di assistenza a favore dei comuni, che saranno avviate a partire dal 29 agosto. Nel dettaglio sarà disponibile sui siti di Anci, servizio centrale dello Sprar e fondazione Cittalia un vademecum di agevole lettura che raccoglie le principali informazioni e novità introdotte dal decreto. Oltre al vademecum verranno attivati un numero verde dedicato e un indirizzo di posta elettronica a cui sarà possibile scrivere per ricevere assistenza tecnica. Tra le attività in programma è previsto anche un ciclo di webinar per spiegare nel dettaglio le nuove modalità di accesso alla rete.

Le informazioni aggiornate relativamente ai suddetti servizi saranno sempre reperibili sui siti anci.it, cittalia.it e sprar.it.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

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