Un invito a mettersi in regola

Fisco: dall’Agenzia delle Entrate spedite ai contribuenti 215 mila lettere di compliance (errori o dimenticanze)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Top News

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ROMA – L’Agenzia delle entrate accelera sulla compliance. E si appresta ad inviare ai contribuenti circa 215.000 lettere entro l’anno. 30.000 partiranno già il primo settembre alle quali seguiranno altre 90.000 entro il 30 settembre, 30.000 a ottobre e 40.000 a novembre. Alle 190.000 missive se ne aggiungeranno altre 25.000 di sollecito in materia di Iva. Ad annunciare il nuovo timing degli invii all’Adnkronos è il direttore centrale Accertamento dell’Agenzia Aldo Polito.

“Le lettere di compliance -spiega- sono una straordinaria occasione per invertire in maniera sostanziale il rapporto tra fisco e contribuenti. L’Amministrazione finanziaria si assume il compito di informare preventivamente i cittadini su errori o dimenticanze. Così è facile rimediare pagando sanzioni bassissime ed evitando i controlli. Utilizzando questa strategia nel 2016 abbiamo già incassato circa 20 milioni di euro. L’obiettivo, sfidante, è raggiungere i 250 milioni di euro che il Ministero ci ha affidato come target nella convenzione 2016″.

Le 215.000 lettere in partenza nei prossimi mesi si aggiungono alle 290.000 già inviate nei mesi di maggio, giugno e primi giorni di luglio, portando il totale complessivo dell’anno a superare quota 500.000. Nel dettaglio 100.000 le lettere già inviate riguardano varie tipologie di reddito, per il periodo d’imposta 2012; 160.000 comunicazioni sono relative ad anomalie nei dati degli studi di settore presentati dai contribuenti per il triennio 2012-2014 e 32.000 comunicazioni a seguito di attività istruttoria esterna.

L’invio delle lettere -spiega l’Agenzia- punta a favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili in un’ottica di informazioni condivise all’interno di un rapporto tra fisco e contribuenti improntato a trasparenza e collaborazione. Quindi, al posto dei classici controlli ex post che prevedevano pesanti sanzioni e interessi, l’Agenzia comunica in via preventiva con il contribuente e lo ”allerta” con un messaggio che, dall’incrocio tra quanto indicato nella dichiarazione dei redditi e le altre informazioni di cui il Fisco dispone, risultano delle anomalie. Grazie a queste segnalazioni, il contribuente può, di conseguenza, rimediare per tempo a un eventuale errore e  assicurarsi così la riduzione delle sanzioni prevista dal ravvedimento operoso. In alternativa, può fornire alle Entrate elementi, fatti e circostanze in grado di giustificare la presunta anomalia.

 

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Camillo Cipriani

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