Il solito incontro di facciata e interlocutorio

Ventotene: vertice Merkel-Hollande-Renzi (foto). Dichiarazioni di principio ma nessuna decisione, neppure in tema di banche e immigrazione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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I tre leader. Renzi aggiusta l’auricolare per capire quel che dice Hollande

VENTOTENE – Angela Merkel, Matteo Renzi e François Hollande, dopo l’omaggio alla tomba di Spinelli a Ventotene, sono approdati sulla portaerei Garibaldi: sul ponte hanno tenuto una conferenza stampa davanti ai giornalisti italiani e stranieri accreditati, prima di intrattenersi a cena. Attorno a loro quel Mediterraneo che l’Italia vuole parte integrante dell’agenda e della rinnovata visione europea. Curiosamente la conferenza stampa è stata organizzata prima dei veri e propri colloqui più riservati che si terranno nel corso della cena sulla nave italiana. Probabilmente gli sherpa hanno preparato minuziosamente i principali dossier, ragion per cui i tre leader sanno già esattamente cosa poter dire.

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Tre infatti i dossier principali avviati nel precedente incontro a Berlino: sicurezza e difesa, crescita e investimenti, giovani. Ma i tre leader hanno trattato anche dei temi ‘caldi’ dell’estate: le relazioni Ue-Turchia, il rapporto tra migranti e terrorismo, il fronte libico, la guerra in Siria, mentre Renzi ha ribadito la necessità della concessione di flessibilità sul bilancio, per determinare un’uscita netta dall’era dell’austerity.

La conferenza stampa in verità non è cominciata nel migliore dei modi. Per i 150 cronisti accreditati sulla portaerei Garibaldi problemi tecnici, con la Rete Wi-Fi in ‘alto mare’ e i telefonini con difficoltà di accesso alla linea. Tanto che all’arrivo dei tre leader diventa una mission impossible riuscire a dare la notizia. E questo nonostante la disponibilità e gli sforzi della Marina Militare in servizio sulla portaerei. Scalpita la stampa estera, che pensa a una nota di protesta. Nervosismo anche per il solo bagno a bordo messo a disposizione della stampa. Ma poi si rimedia e tutto si conclude nel migliore dei modi.

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L’Europa della crescita e non più dell’austerity, l’Europa di una difesa finalmente comune, la ripartizione equa dei migranti sono dunque i temi principali che i tre proporranno di sviluppare al vertice UE a 27 di settembre a Bratislava. Renzi non sembra sia ancora riuscito a strappare alla cancelliera una mezza concessione a ottenere, per il 2017, quella flessibilità sul bilancio che vede Berlino tra le cancellerie più scettiche, ma ha chiamato nel contempo i suoi interlocutori a un’accelerazione sul Migration Compact. Proprio su quest’ultimo tema Renzi ha affermato: «Con Angela e François pensiamo si possa fare di più come Ue per bloccare le partenze e aiutare chi ha davvero bisogno.» Confessando con ciò di non aver ottenuto nessuna concessione dai due alleati in tema di ricollocazione dei migranti. Angela Merkel ha poi  nuovamente lodato le riforme vantate da Renzi, che all’estero si crede, grazie a una propaganda ben orchestrata, costituiscano un toccasana, mentre la nostra economia va invece a ramengo.

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Per tutti e tre i leader la posta in gioco è altissima, sia a livello europeo sia a livello nazionale: il premier italiano si avvia ad una nuova partita con Bruxelles sui margini di flessibilità sul deficit/Pil; Hollande punta al raddoppio del piano Juncker sugli investimenti e a rilanciarsi in tempo per le elezioni del 2017; Merkel deve far fronte alle esigenze dei Paesi membri dell’Est e alle spinte populiste interne che la insidiano in vista del turno elettorale del prossimo anno.

Hollande è il primo a parlare di difesa: «Desideriamo che vi sia maggior coordinamento a livello della difesa, ma non c’è solo la difesa, anche lo sviluppo è necessario per la nostra sicurezza». Seguito da Angela Merkel: «Dobbiamo fare di più per la sicurezza interna a esterna all’Ue. Si devono migliorare gli scambi tra i servizi di intelligence, tutta la raccolta di informazioni sul territorio deve essere migliorata. Di fronte a sfide così grandi, ai tanti profughi che arrivano, dobbiamo migliorare il meccanismo di protezione delle frontiere». Qualche passo avanti si dovrebbe perciò registrare sulla cosiddetta ‘Schengen della Difesa’: con primi esperimenti di battaglioni comuni e una più stretta collaborazione tra le intelligence.

Nessun accenno concreto a possibili soluzioni al problema delle banche, troppo spinoso soprattutto per Italia e Germania, meglio non parlarne.

Dopo la conferenza stampa la cena a bordo prevede il seguente menù: trofie all’orata e basilico, salmone alle erbe aromatiche, frutta con mousse all’ananas. a cena i tre approfondiranno i temi accennati in conferenza stampa e chissà che qualche prospettiva di soluzione non salti fuori, soprattutto in tema di occupazione. Come ha sottolineato la cancelliera è tempo che l’Europa si occupi del futuro dei suoi giovani.

Per il momento dunque tanti bei discorsi, ma poche prospettive di soluzione dei principali problemi. Lapidario il giudizio del Presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta: «Ventotene vertice Renzi-Merkel-Hollande inutile passerella per foto e tv. Per Ue, economia, banche e migranti nessuna soluzione concreta.» E stavolta non ci sentiamo di dargli torto.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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