Ma anche dai loro colloqui altisonanti non esce alcun tipo di soluzione, solo chiacchiere

Migranti: Francia e Germania si accordano per una politica comune. In barba a Renzi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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PARIGI – Dopo aver promesso l’offa di accogliere qualche centinaio di profughi dall’Italia nell’incontro con Angelino Alfano, il ministro dell’interno tedesco Thomas de Maizière si è trasferito a Parigi per parlare seriamente d’immigrazione con il suo omologo francese e per cercare di stabilire alcuni punti fermi comuni. Ma in realtà neppure in questo secondo incontro si è concluso molto, solo temi marginali. Queste  le conclusioni: «Rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell’Unione europea, condividere meglio le informazioni cruciali tra Stati membri dell’Ue e armare davvero le nostre democrazie sul tema della crittografia».

Non sono eccezionali le tre priorità fissate dai ministri dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, e tedesco, Thomas de Maizière, espresse in una conferenza stampa dopo un incontro a Parigi. I due, in particolare, si dicono favorevoli alla creazione di un sistema elettronico per le autorizzazioni di ingresso in Europa, sul modello dell’ESTA americano e di registri simili esistenti in Canada e Australia. Questo permetterebbe di controllare meglio gli spostamenti di cittadini di Stati non parte dell’Unione Europea ma per cui non c’è obbligo di visto. Ma non porrebbe rimedio agli arrivi sui barconi, per i quali sembra difficile istituire un sistema elettronico di autorizzazioni… ma questo non è problema che interessi Francia e Germania, riguarda soprattutto Italia e Grecia.

Per quanto concerne i sistemi di messaggistica criptati, “gli scambi operati su applicazioni come Telegram devono poter essere identificati e utilizzati nel quadro delle procedure giudiziarie”, ha affermato Cazeneuve, annunciando che insieme a de Maizière proporrà alla Commissione europea di studiare la possibilità di un atto legislativo che fissi i diritti e gli obblighi di tutti gli operatori, e che permetta di obbligarli a rimuovere determinati contenuti o a decifrare determinati messaggi. L’auspicio dei due ministri è che il tema sia sul tavolo nel vertice di Bratislava il 16 settembre.

L’impressione comunque resta quella che i colloqui fra leader e ministri europei, ovunque si svolgano, portino sostanzialmente a un buco nell’acqua. Ognuno tenta di difendere a denti stretti i suoi interessi particolari ed è restio a cedere una parte di sovranità all’Ue. Intanto migranti e terroristi ringraziano, si spostano all’interno dello spazio europeo (salvo i blocchi alle frontiere), vengono accuditi e mantenuti di tutto punto e poi decidono di colpire la nostra gente come e quando vogliono. Siamo proprio un paese e un’Europa di Pulcinella.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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