Dopo sole 24 ore ha cambiato radicalmente avviso

Terremoto, Fabrizio Curcio costretto a rivedere le stime sui morti: più questa volta che a L’Aquila

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento

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RIETI – Clamorosa revisione del suo pensiero medesimo, mettiamola così. Fatto sta che il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, nelle ore successive al sisma, il 24 agosto, aveva dichiarato: «Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell’Aquila. L’Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane».

Firenze Post aveva criticato queste affermazioni giudicandole poco prudenti. E anche poco opportune. Difatti oggi  Curcio, rispondendo a una domanda specifica rispetto al bilancio di morti de L’Aquila, ha affermato: «Se accadrà di registrare più morti qui non ne saremmo sorpresi, ma speriamo di no». Lo ha detto a Sky Tg24, non senza imbarazzo, aggiungendo: «Siamo vicino alla cifra delle vittime dell’Aquila, la magnitudo più o meno è lì, anche questo è un terremoto superficiale ha spiegato. Noi ci auguriamo di no ma dobbiamo ovviamente a essere pronti». La comunicazione è uno dei fattori essenziali per la protezione civile, è la prima cosa che s’impara facendo quell’attività. Una comunicazione maldestra può vanificare l’opera di tanti operatori che si sacrificano sul campo.

Certo se questa è la capacità previsionale e di giudizio del capo della protezione civile nazionale, fossi in Renzi sarei preoccupato. Con l’esperienza che ho maturato sul campo – 40 anni di protezione civile in varie regioni d’Italia, affrontando alluvioni, terremoti, frane, nevicate e bombe mafiose – mi sembra di poter dire che da un dirigente con responsabilità di vertice nazionale ci si aspetterebbe una capacità e un comportamento diversi. Questo non è il momento di polemiche e d’interventi drastici, lasciamo lavorare con calma i soccorritori e agevoliamo la loro opera, ma passata l’emergenza, a bocce ferme, credo si tratti di una situazione che il governo dovrà valutare attentamente. Quello del capo della protezione civile è un compito importante e delicato: sulle calamità naturali i bilanci si fanno dopo, non prima. Un sisma è sempre devastante e le sue reali conseguenze è meglio valutarle a posteriori, senza fare azzardate distinzioni fra terremoti e … terremotini.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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