La mattina del giorno dopo

Terremoto: sfollati, prima notte in tenda. Dopo la paura il freddo, ma soccorsi efficaci. Sciacalli in azione

di Ernesto Giusti - - Cronaca

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Tendopoli: per gli sfollati, dopo la paura il freddo

Tendopoli: per gli sfollati, dopo la paura il freddo

RIETI – Il risveglio dopo la prima notte in tenda ha riproposto, agli sfollati del terremoto, una realtà amarissima. Dopo la paura hanno dovuto sopportare il freddo della notte. Sarebbero circa 2.500 gli abitanti della zona che hanno trovato riparo di fortuna nei campi allestiti dalla protezione civile. E se la maggior parte  della popolazione ha preferito lasciare le zone devastate dal sisma, è stato comunque necessario per la macchina organizzativa dei soccorsi assicurare l’accoglienza per molte persone che hanno visto la loro casa distrutta.

Fra le varie testimonianze, ecco quella di un albanese di 53 anni, in Italia dal 1997. Si chiama Dinushi, la  sua abitazione, a Grisciano, dove è stato allestito un campo attrezzato con 20 tende, è stata fortemente lesionata. Dice: «Lì non posso più viverci, non so se ci tornerei. Ho trovato ospitalità nella tendopoli, in qualche modo la notte è passata. Il vero problema è stato il freddo, non è stato facile con questa  umidità. Dal punto di vista dell’assistenza, invece devo dire che tutti i volontari e le strutture che si sono mobilitate ci hanno fornito acqua, cibo e coperte, quello di cui avevamo bisogno».

Il pensiero di Dinushi va agli animali, mucche, pecore e cavalli, che accudiva quotidianamente in un agriturismo nel quale lavora da anni. «So che la struttura ha avuto danni, spero che gli animali stiano bene. Appena ne avrò la possibilità andrò a verificare di persona. E’ un’azienda agricola situata a qualche chilometro da qui e come tutte le case qui intorno è stata danneggiata dal terremoto».

Dall’altra zona colpita, nelle Marche, arriva anche una denuncia inquietante. Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto, rivela: «Purtroppo nella notte ci risultano casi di sciacallaggio, che però la polizia è riuscita a bloccare, anche perché c’è un cordone di sicurezza attorno alle macerie che impedisce a chiunque di avvicinarsi troppo. Ci hanno segnalato diversi casi di persone che vengono dicendo di voler aiutare la popolazione e i soccorritori, ma in realtà sarebbero sciacalli. Intollerabile. Mi auguro che le forze dell’ordine riescano a identificarli e che poi si possa procedere».

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Ernesto Giusti

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