Una cabina di regia per organizzare voli verso l'Africa

Migranti, rimpatri: Italia, Francia e Germania propongono un progetto gestito dall’Ue

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – Nella conferenza stampa sulla nave Garibaldi i tre leader non ne hanno parlato, ma a cena uno degli argomenti introdotti da Renzi è stato il problema dei rimpatri, in merito ai quali Francia Germania e Italia ritengono all’unisono che l’Europa potrebbe e dovrebbe fare molto di più. Il ritorno a casa di chi viene espulso perché non ha diritto all’asilo umanitario, ad esempio, che a tutt’oggi è nella responsabilità delle singole nazioni, dovrebbe essere compito invece dell’agenzia europea Frontex. Si parla di una cabina di regia per organizzare e pagare i voli di rimpatrio verso i paesi africani.

Fonti dell’unione confermano che esiste già l’idea di una cabina di regia europea in cui avrebbero un ruolo forte i Paesi di destinazione più importanti sulla rotta Mediterranea e quelli con i legami più consolidati nei Paesi di origine quali Italia, Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Olanda, Belgio.

Il passaggio delle politiche sull’immigrazione da una dimensione nazionale a una comunitaria,approvato da Francia, Germania e Italia, aprirebbe la prospettiva di estendere all’Africa il modello-Turchia, che ha accettato di ospitare i profughi siriani in cambio di molti soldi della Ue.

Ovviamente dovrebbe essere l’Europa a pagare le spese per chi in Africa accoglierà decine se non centinaia di migliaia di persone in fuga, ma così si potrà anche organizzare in loco lo screening tra chi è un migrante per ragioni economiche e chi è un profugo che fugge da guerre e persecuzioni. Non è un caso, dunque, se dopo il summit di Ventotene la Commissione europea ha fatto sapere di avere accolto con favore l’iniziativa del vertice. I temi di cui il capo del governo italiano ha discusso con il presidente francese e la cancelliera tedesca «sono da tempo in cima all’agenda della Commissione – ha ricordato un portavoce dell’esecutivo comunitario -. Il presidente Juncker ha puntato molto sulla crescita. Sull’immigrazione, le quote non sono altro che il tentativo di tradurre in atto il principio di solidarietà».

Ma il problema principale per l’Italia e la Grecia è quello di attuare velocemente la ricollocazione degli immigrati giunti finora e ospitati dai soli due paesi d’approdo. Il piano che prevedeva la redistribuzione di 160 mila profughi, col trtasferimento in altri paesi di 6 mila unità ogni mese, si è rivelato una clamorosa bufala, degni dei più eclatanti annunci di Renzi. Anche i francesi sono convinti che l’Europa debba impegnarsi anche al di là del Mediterraneo promuovendo seri progetti per lo sviluppo. «Desideriamo che nei confronti dell’Africa – ha detto il presidente Hollande nella conferenza stampa di lunedì – l’Ue sia più presente. I nostri Paesi devono dare l’esempio attraverso meccanismi di finanziamento, soprattutto nei confronti del Paesi del Sahel che sono maggiormente toccati dall’emigrazione».

Se son rose fioriranno, ma i progetti europei si sono rivelati troppe volte inefficaci per sperare che questa volta sia quella buona. Ma non è mai troppo tardi.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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