Al momento del varo la bottiglia non si ruppe

Costa Concordia, Genova: lo scafo, fatto a pezzi, sarà riciclato. Serviranno sei mesi

di Redazione - - Cronaca, Economia

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costaGENOVA – La Concordia riposa nel bacino quattro del porto di Genova. Fra sei mesi la più grande nave da crociera voluta da Costa all’epoca e la protagonista di una delle più grandi tragedie del mare non esisterà più e l”ultimo viaggio lo ha compiuto oggi. Le 114 mila tonnellate di stazza della Costa Concordia saranno definitivamente smantellate, l’82% dei materiali riciclati, per poter mettere la parola fine ad una parabola tragica, costata la vita a 32 persone, ma che nel bene e nel male ha fatto la storia della marineria.

Questa mattina, quello che resta del relitto ridotto all’osso dopo operazioni di alleggerimento durate circa due anni, ha lasciato l’ex superbacino dove era stata ormeggiato nello scorso maggio per essere accompagnata nel suo ultimo viaggio fino al bacino quattro di Ente bacini dove lo scafo sarà fatto a pezzi e riciclato. Un ultimo viaggio di poco meno di due miglia all’interno del porto di Genova in condizioni meteo ottimali. In poco meno di nove ore il relitto è stato posto in sicurezza.

Cinque rimorchiatori hanno assistito quello che resta di Concordia nell’ultima delle sue manovre, un’operazione, a detta dell’ammiraglio Giovanni Pettorino, Comandante della Capitaneria di Porto, particolarmente delicata ma che comunque ha richiesto meno dalle otto ore inizialmente preventivate. «Avevamo previsto una velocità bassa, per prudenza, e avevamo stimato circa 8 ore per la manovra. In realtà la nave è scivolata meglio del previsto, siamo entrati subito e l’acqua è defluita bene. Questo ci ha aiutato a far concludere la manovra in tempi ridotti», ha spiegato John Gatti, il capo pilota del porto di Genova che ha compiuto la manovra, che chiude il ciclo della Concordia là dove era nata, a Genova, nei cantieri di Fincantieri. Il varo il 2 settembre 2005 e a Genova quasi tutti ricordano che la bottiglia non si ruppe. Concordia verrà tristemente ricordata per il naufragio sull”isola del Giglio il 13 gennaio 2012, ma anche per tutto quello che è stato concepito e realizzato per raddrizzare, rifar galleggiare e portare il relitto dall”isola toscana al porto di Genova. L’ operazione è avvenuta in tre passaggi fra il 2013 e il 2014 e ha consentito di portare il gigante ferito prima al porto di Prà Voltri dove è avvenuta la prima fase dello smantellamento con l’eliminazione di oltre 5700 tonnellate di materiali. Questo ha portato il relitto al pescaggio necessario per il successivo trasferimento, avvenuto nel maggio dello scorso anno al molo dell’ex Superbacino dove sono stati eliminati i ponti. E oggi l’ultimo miglio.

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