I dati e le previsioni dell'Istat

Economia: l’Italia resta in deflazione, ma siamo sulla strada per uscirne. Inflazione del 2016 pari a zero

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Inflazione ai minimi da 4 anni

Inflazione sempre a livelli minimi

ROMA – L’Italia resta in deflazione anche nel mese di agosto, ma la situazione potrebbe cambiare nel prossimo futuro. Lo comunica l’Istat che spiega come, nel periodo di riferimento e secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,1% su base annua facendo registrare lo stesso tasso tendenziale di luglio. Gli analisti si aspettavano un aumento mensile dello 0,3% e un’inflazione pressoché stabile su base annua. Ci sono però anche fattori positivi: il cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prodotti acquistati con maggiore frequenza, torna ad avere prezzi in leggera crescita (+0,1 per cento su base annua) mentre l’inflazione acquisita per il 2016 (quella che si avrebbe in caso di variazioni nulle nei prossimi messi) è pari a zero. Insomma la fase di deflazione potrebbe avviarsi a terminare.

Accelerano invece i rincari dei beni che riempiono il «carrello della spesa» degli italiani. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,3% su base mensile e dello 0,6% su base annua (dal +0,4% di luglio). In particolare, i prezzi degli alimentari aumentano dello 0,3% da luglio e fanno registrare un’accelerazione della crescita annua (+0,8%, da +0,6% di luglio). A trainare sono soprattutto i prodotti non lavorati, che crescono dello 0,9% sul mese e del 2,4% sull’anno.

Rincari nel settore trasporti rispetto a luglio ma i pressi sono calati in confronto all’anno scorso. Chi è andato in ferie ad agosto si è trovato, anche quest’anno, a pagare un conto ben più salato di chi è partito il mese prima: gli aerei sono costati il 19,7% in più rispetto a luglio, i traghetti il 16,4% in più e anche i treni si sono rivelati leggermente più cari (+0,2%). Rincari a due cifre hanno riguardato anche pacchetti vacanze (+10,3%) e villaggi, campeggi e ostelli (+10,3%), mentre alberghi e pensioni erano meno cari dell’1,3%.

Per consolarsi si più fare il confronto con l’estate del 2015, quando i prezzi dei trasporti erano ancora più cari.
Complice la deflazione e i bassi prezzi dei carburanti, i biglietti aerei sono costati ad agosto l’8,6% in meno di un anno fa e quelli dei traghetti il 15,6% in meno, mentre quelli ferroviari sono aumentati dell’1,2%. Piccoli rincari su base annua hanno riguardato anche i pacchetti vacanze (più cari dell’1,1%), villaggi e campeggi (+1,7%), hotel e pensioni (+0,2%).

“La prosecuzione della fase deflazionistica – spiega l’Istat- è la sintesi di dinamiche di prezzo di segno opposto che si compensano. Se da una parte, infatti, si attenua il calo tendenziale dei prezzi degli energetici non regolamentati (-7%, da -8% di luglio) e accelera la crescita di quelli degli alimentari non lavorati (+2,4%, era +1,5% il mese precedente), dall’altra i prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni registrano un’inversione di tendenza (-1,4%, era +0,4% di luglio) e si azzera la crescita di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (era +0,7% il mese precedente). Il calo dei prezzi dei beni energetici (-6,5% rispetto ad agosto 2015), sebbene lievemente meno ampio di quello registrato a luglio (-7%), continua a spiegare la diminuzione dei prezzi al consumo su base annua, che, seppur contenuta, persiste. Al netto di questi beni l’inflazione è positiva e stabilmente pari a +0,6%. Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici l’inflazione di fondo scende a +0,4% (da +0,6% di luglio).

L’inflazione acquisita per il 2016 risulta pari a zero (era -0,1% a luglio).

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Camillo Cipriani

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