La città mugugna, il direttore generale si confessa

Fiorentina, Corvino: «Alonso l’ho dovuto cedere, sennò passavo per scemo. Jovetic? L’Inter ha detto no»

di Ernesto Giusti - - Sport

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Pantaleo Corvino

Pantaleo Corvino

FIRENZE – I tifosi mugugnano. Il calciomercato della Fiorentina non piace: soprattutto perché, proprio in chiusura, è stato ceduto un giocatore che ha fruttato tanti soldi (Marcos Alonso al Chelsea per 26 milioni e mezzo) e non sono arrivati i rinforzi attesi. Soprattutto manca il difensore di spessore, pronto subito, che l’allenatore, Paulo Sousa, aspetta da un anno.

Pantaleo Corvino, il direttore generale, ha cercato di spiegare la filosofia di mercato, stamani, durante una conferenza stampa al Franchi. Ha detto: “I giocatori arrivati li ha condivisi il tecnico Paulo Sousa, altri no. E non sono arrivati. Eravamo impreparati perché speravo di poter cedere qualcuno che non è partito, e non pensavamo potesse arrivare un’offerta come quella del Chelsea per Alonso. Mi avrebbero dato dello scemo se non avessi fatto l’operazione. Abbiamo cercato poi di sostituire Alonso, ma avevamo poco tempo. E non potevo dare Alonso al Chelsea senza aver trovato un sostituto. Quindi su Olivera ho dovuto fare da solo. E lui ha detto: mi fido”.

Corvino ha quindi spiegato il perché di certe operazioni e gli obbiettivi che si era prefissata la società: “Avevamo degli obiettivi da raggiungere, e ci siamo sforzati di raggiungerli. C’era una criticità. Avevamo uno squilibrio tecnico, di fronte ad una serie ridotta di titolari, c’erano sei prime punte. E c’era uno squilibrio finanziario, alla luce delle passività fatte negli ultimi due anni, che si avvicinavano ai 40 milioni di euro. Avevo detto che volevo mantenere la rosa dei titolari, e c’erano poche alternative. Volevo alternative funzionali, figlie del presente e soprattutto del futuro -ha insistito Corvino -. C’era ad esempio un problema delle liste Uefa, per i nostri italiani e calciatori provenienti dal settore giovanile. Avevo detto che bisognava eliminare elementi di zavorra, tecnica ed economica. E lo abbiamo fatto. Dovevamo rientrare nei parametri del fair play finanziario”.

La società viola ha ceduto molti giocatori in questa sessione di mercato sfoltendo di molto la rosa. Sempre Corvino: “Avevo detto che mi sarei sforzato, mettendoci tutte le energie per non toccare i titolari, andando a sfoltire la zavorra (intesa dal punto di vista economico ndr) che avevamo. Ci abbiamo messo energie e passione. Penso che l’obiettivo di mantenere i titolari, tranne che un’offerta arrivata negli ultimi giorni come per Alonso, che non potevamo rifiutare, sia noi che il ragazzo, lo abbiamo mantenuto. La proprietà ha rifiutato tante offerte arrivate, importanti. Vecino, Badelj, Astori, Borja Valero, Bernardeschi, Kalinic. Se la mia proprietà avesse voluto dare un segnale di cedimento o non attaccamento, o non voglia di dare qualcosa a questa città, li avremmo venduti. A certe condizioni, come quelle di Alonso, col desiderio di un ragazzo che arriva a raggiungere un certo obiettivo, non puoi non cedere Alonso”.

E ancora: “Magari se fossi stato più bravo a cedere qualche altra seconda linea, avremmo potuto evitare quella partenza. Ma non può una cessione come quella di Alonso, a quella cifra, pregiudicare il lavoro di noi uomini mercato e della proprietà. Sportiello? Era una bufala. Ce lo hanno proposto, ma non lo volevamo. Noi abbiamo fiducia, e la rimarco, nei tre portieri che abbiamo.La trattativa più difficile? Tello. Aver messo un’opzione per il riscatto, è stata molto lunga e snervante. Maganjic? Lo voleva tutta Europa. Magari oggi non dice nulla ai più. Vedremo. Anche il polacco. Jovetic? Era una mia idea, condivisa da Sousa. Ma io non faccio favori. Ho cercato di prenderlo, facendo di tutto per prenderlo. Ma non era facile per tante considerazioni. All’ultimo l’Inter, per ordine della società, ha detto non vendiamo Jovetic. Per questo non è arrivato”.

 

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Ernesto Giusti

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