La banca verso l'aumento di capitale

Monte dei Paschi: si riuniscono le banche del consorzio per la cartolarizzazione dei crediti in sofferenza

di Redazione - - Cronaca, Economia, Top News

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Monte dei Paschi di Siena, la sede alla Rocca Salimbeni

Monte dei Paschi di Siena, la sede alla Rocca Salimbeni

ROMA – I tempi per Mps si stringono sempre di più. Con settembre si apre un periodo chiave per Rocca Salimbeni chiamata a portare a termine nel giro di quattro mesi, la partita sui ‘non performing loan, il piano industriale e l’aumento di capitale. Dopo il Cda di lunedì in cui è stato fatto il punto sulla situazione, domani si riuniscono le banche del consorzio per la cartolarizzazione del portafoglio dei crediti in sofferenza. Il nodo resta sempre un’eventuale conversione dei bond del Monte (oggi piatto in Borsa, -0,04% a 0,24 euro) a favore degli investitori istituzionali. Un’ipotesi che circola da tempo e che si integrerebbe alle linee strategie a cui da mesi il gruppo di Siena sta lavorando e che, da piani, dovrebbe vedere la luce entro la fine settembre.

La conversione di obbligazioni fino a 3 miliardi di euro nei fatti potrebbe consentire di alleggerire l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro su cui c’è già stato un preaccordo di garanzia siglato con le banche a fine luglio. L’operazione di rafforzamento patrimoniale, il quinto in 8 anni, non può fallire. Lo sanno bene Mediobanca e Jp Morgan alla regia dell’operazione. I soci del Monte, se la tempi indicati saranno rispettati, verranno chiamati ad approvare la ricapitalizzazione fra ottobre e novembre (quando ci sarà anche l’assemblea della banca) con l’obiettivo di chiusura entro l’anno. Una tempistica molto stretta che potrebbe, a detta di molti, slittare all’inizio del 2017 sia per motivi tecnici che di opportunità. In questo senso c’è da considerare, che per la fine del 2016, possa esserci infatti anche l’aumento di Unicredit: fino a 9 miliardi le stime circolate ma che con le ipotesi di cessioni (Pekao, Fineco, Pioneer e anche la quota in Mediobanca) potrebbe essere drasticamente ridotto. Un intreccio d’aumenti che vista anche la volatilità dei mercati, sarebbe da scongiurare.

Intanto sembra che Fabrizio Viola, attuale amministratore delegato di Monte dei Paschi, gestirà l’operazione di messa in sicurezza dell’istituto e solo dopo probabilmente lasci la guida della banca senese. Sarebbe questo l’orientamento emerso nelle consultazioni tra le banche coinvolte nell’operazione.

 

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