La sindacalista attacca, la ministra si difende

Pubblica amministrazione: botta e risposta fra Madia e Camusso su dirigenza e contratto

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – Botta e risposta fra Susanna Camusso, leader della Cgil, e la ministra Marianna Madia sul tema, controverso, della riforma della dirigenza pubblica e sui contratti della pubblica amministrazione. Inizia Camusso che spara a zero contro il recente riordino approvato dal governo: «Bene i provvedimenti sulla trasparenza nella Pa, male invece quelli relativi alla riforma della dirigenza che consegna ad una commissione e quindi alla presidenza del Consiglio la scelta dei dirigenti fatta non in base a criteri di merito e costruendo uno straordinario spoils system che non va bene». L’intervento nel corso del dibattito con la ministra alla festa dell’Unità di Catania. «La pubblica amministrazione non deve rispondere alla politica. Così invece la scelta dei dirigenti diventa di controllo politico quando era stato lo stesso Renzi a dire sempre che c’era stato un eccesso di nomine politiche».

MADIA – Immediata la replica della ministra: «da Camusso c’è una lettura sbagliata sulla dirigenza. Se noi avessimo voluto introdurre un meccanismo di spoils system questo significherebbe che domani io posso chiamare Camusso a dirigere una direzione pubblica perchè ‘spoils system’, significa questo: non passare da un concorso visto che chiunque potrebbe essere chiamato a ricoprire un incarico che cambia quando cambia la maggioranza politica. E invece Camusso non potrà ricoprire nessun ruolo perchè deve prima sostenere un concorso. Noi rafforziamo il criterio di imparzialità e autonomia e indipendenza della Pa ma unendo a questo una sana concorrenza in modo tale che a ricoprire quel ruolo sia la persona più adatta. La commissione che sceglierà la rosa dei designati non è la presidenza di Palazzo Chigi ma invece è un organo autorevole e di garanzia che sarà comunque oggetto di discussione in Parlamento».

MERIT SISTEM – Per questo, ribadisce l’obiettivo «non è lo spoils sistem ma il merit system. Si tratta infatti di una commissione di altissimo profilo. Non capisco perché se un giovane dirigente è bravo debba aspettare che vada in pensione un dirigente anziano per ricoprire incarico. Così come un dirigente con esperienza debba avere la possibilità di essere selezionato per un incarico di alto livello…. Basta carriere automatiche dunque, ma carriere legate a valutazioni che siano condotte con meccanismi imparziali, autonomi e indipendenti.»

La replica necessita di un commento. L’esperienza di tutte le nomine fatte finora dal governo Renzi (in particolare vedasi la Rai) dà adito al forte sospetto che il rottamatore, attraverso nuove regole, voglia mettere le mani anche sugli alti e medi gradi della pubblica amministrazione. Quanto all’affermazione che così si può dare spazio ai giovani, ricordo che, senza bisogno di regole ad hoc, il Governo Ciampi (fine 1993 – inizio 1994) ha provveduto a una serie di nomine di prefetti cosiddetti giovani (45 – 46 anni) in rapporto all’età media consueta delle nomine, senza preferenze o indicazioni politiche, salvo qualche raro caso, recentemente menzionato dal senatore Gasparri, ma che comunque era meritevole del riconoscimento attribuito.

CONTRATTI – Infine Madia ha fornito un’indicazione, gradita, credo, ai sindacati, in merito agli stanziamenti per i contratti. «Il blocco dei contratti della pubblica amministrazione arriva dalla crisi economica. Come paese ci troviamo in un momento in cui si può riaprire la contrattazione. Nella prossima legge di stabilità stanzieremo più risorse in Consiglio di ministri. Ma la contrattazione non potrà escludere che si possano cambiare alcune leggi nella pubblica amministrazione, occorre capire come cambiare le regole perché ci sia un reclutamento selettivo per le categorie di assunzioni affinché ci sia una servizio migliore per tutti. Non c’è valutazione senza differenziazione. Occorre chiudere la stagione dei premi pubblici: premiare solo quelli che veramente fanno bene. Se il sindacato ci sta, faremo questo percorso insieme.»

Molte promesse e pochi fatti concreti, come d’uso per questo governo. Ma i sindacati sicuramente sapranno come reagire.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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